Gelo e abbondanti nevicate travolgono l’Afghanistan settentrionale, intere vallate sono coperte dalla neve

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ddf00a16-3d61-4857-a7b5-616f2245d20e_000_Nic6292353L’ondata di gelo siberiano che nei giorni scorsi ha travolto le ex Repubbliche Sovietiche dell’Asia centrale, portando tanto freddo e consistenti nevicate fino a quote pianeggianti sulle steppe di Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakistan, si è poi insinuata sino al territorio montuoso del Tagikistan, penetrando in parte pure sull’Afghanistan settentrionale e il Pakistan nord-occidentale. Qui l’aria molto fredda e pesante si è depositata lungo i canyon e le strette vallate che caratterizzano la regione montuosa dell’Hindu Kush e il Paropamisus, determinando un brusco raffreddamento che si è ripercorso in quasi tutto l’Afghanistan settentrionale. Questo brusco raffreddamento delle masse d’aria presenti in prossimità delle vallate, al transito della prima perturbazione proveniente dai vicini Iraq e Iran, ha spianato la strada per l’avvento di nevicate, anche molto abbondanti, soprattutto tra l’Iran settentrionale e il nord dell’Afghanistan, dove la neve è tornata ad imbiancare svariate località fino a bassissima quota. In questo caso le intense e persistenti nevicate sono state apportate da una circolazione depressionaria, ben strutturata in quota e alimentata da masse d’aria molto fredde anche in quota, che per più giorni ha stazionato fra il nord-est dell’Iran, il Turkmenistan e l’Afghanistan.

IRAN-WEATHER-SNOWLo stazionamento, per più giorni, di questa circolazione depressionaria, ha permesso la caduta di queste consistenti precipitazioni nevose, fino al piano. In questi ultimi giorni tanta neve è caduta nelle ultime ore anche nelle aree centrali e occidentali dell’Afghanistan, dove le incursioni di masse d’aria molto gelide, dalla Siberia occidentale, hanno fatto sprofondare i termometri sotto la soglia dei -10°C. Una bella nevicata ha investito la zona di Herat, dove la scorsa notte la colonnina di mercurio ha fatto registrare un picco di ben -12°C. Oltre 10 cm di neve fresca sono caduti anche a Kandahar, dove si è verificata una delle nevicate più abbondanti dal dopoguerra ad oggi. Ma la neve è caduta fino a quote di bassa collina, vicino il confine con l’Iran, a Zaranj, e nella dirimpettaia iraniana di Zabol, con ben 8 cm di accumulo. Tantissima neve è caduta sull’Afghanistan settentrionale, dove intere vallate sono state ricoperte da un abbondante manto bianco. Basti pensare che fra domenica 2 e martedì 4 Febbraio, persistenti nevicate hanno coperto di bianco la città di Mazar El Sharif, nel nord dell’Afghanistan. Le nevicate, a tratti anche intense, hanno anche determinato un brusco calo termico, indotto proprio dal notevole effetto “Albedo” prodotto dal suolo completamente innevato. Tanto che nella giornata di ieri la colonnina di mercurio è scivolata sotto il muro dei fatidici -19°C. Un valore davvero notevole, anche se siamo ancora ben lontani dal record assoluto di freddo, che per Mazar El Sharif è di -24°C. Una nevicata particolarmente abbondante si è avuta pure ad Ashkabat, cittadina del nord dell’Afghanistan, dove ieri sono caduti fino a 23 cm di neve. Gelo che continuerà a preesistere ancora per molti giorni, dato l’abbondante innevamento che determinerà un forte effetto “Albedo”.

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