Geografia e Cultura: spazio alle mappe digitali, ma l’antica cartografia conserva il suo fascino

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mapsDa sempre uno dei problemi dell’uomo è stato quello di orientarsi. Ogni giorno, difatti, scopriamo l’importanza delle cartine geografiche e delle mappe, impegnate non solo nelle scuole per l’apprendimento ma anche nel quotidiano per permetterci facili spostamenti in parti inesplorate, senza le quali finiremmo per perderci. Utili fin dall’antichità: per chi intraprendeva traversate transoceaniche o esplorava nuovi e sterminati territori, perdersi significava infatti morire. Per questo motivo saper leggere una mappa, una bussola oppure saper osservare le stelle era fondamentale. Al giorno d’oggi le cose sono molto cambiate, grazie alla miriade di servizi di mappe online, alle immagini satellitari e ai ricevitori GPS tascabili e per l’automobile, in grado di fornire in ogni momento la propria esatta posizione sul pianeta. maps_2L’avvento dell’informatica ha portato grandi cambiamenti nel mondo della cartografia. Attualmente infatti l’elaborazione delle carte topografiche si basa principalmente sul disegno assistito su ordinatore (CAD) e su un sistema informativo computerizzato (GIS) composto da una serie di strumenti software che permettono l’acquisizione, la memorizzazione, l’elaborazione e la visualizzazione di informazioni derivanti dai dati geografici di ogni oggetto presente sul territorio. L’avvento, quindi, di Google Maps e dei navigatori GPS, facilmente reperibili ed utilizzabili sui moderni telefoni cellulari, hanno accelerato il “processo” pensionistico delle mappe tradizionali. Nonostante, però, le digitali siano più comode e facili da consultare, non significa che le mappe tradizionali abbiano perso il loro fascino…anzi…. ad essere protagoniste del mercato dell’arte. Da una ricerca apparsa sulla homepage di focus.it, infatti, abbiamo scoperto:

1. La mappa più costosa
La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti nel 2003 ha pagato la cifra record di 10 milioni di dollari per una mappa del cartografo tedesco Martin Waldseemüller, intitolata Universalis Cosmographia. Stampata nel 1507, è la prima mappa parete del mondo, dove compare il nome America.
maps_32. Collezioni di mappe
A detta degli esperti, la più bella collezione di mappe al mondo si trova a Parigi: è quella della Bibliothèque Nationale de France che ne ha 36 mila. La più imponente è invece quella della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, che vanta ben 5 milioni e mezzo di mappe.
3. La prima mappa moderna
La mappa della Terra Santa che si trova nel Rudimentum Novitiorum, un’enciclopedia della storia del mondo pubblicata nel 1475, è considerata la prima mappa stampata moderna (il che spiega perché una copia del libro sia stata venduta l’anno scorso a 600 mila euro). Le prima mappe manoscritte risalgono invece al 12esimo secolo.
4. Città inesistenti
In numerose mappe antiche, soprattutto degli Stati Uniti, è possibile incontrare città inesistenti e spesso inventate dagli stessi cartografi, che in questo modo potevano cogliere in fallo i falsari che gliele copiavano.
5. Scoprire il mondo con Google Earth
Diverse scoperte non sarebbero state possibili senza Google Earth. Tra queste: due piramidi egiziane scomparse (ritrovate dalla ricercatrice Angela Micol), il più grande ponte naturale della terra (lo Xian Ren Qiao in Cina) e un’intera foresta pluviale in Mozambico, che per questo è stata chiamata Google Forest.