La neve torna ad imbiancare le cime delle isole Canarie, si tingono di bianco i rilievi di Tenerife, Gran Canaria e La Palma

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gc-snowMentre sul resto d’Europa la neve latita, stamani la “dama bianca”, dopo svariati anni d’assenza, è tornata ad imbiancare le cime delle isole Canarie, dipingendo di bianco le alture fino a quote relativamente basse, fin dai 1400 metri, o poco giù. Le nevicate hanno interessato quattro delle isole Canarie, dove è stata riscontrata una spolverata di bianco sulle rispettive cime. La neve si è vista sulle isole di Tenerife, Gran Canaria, La Palma e Gomera, dove si sono registrati accumuli a partire dai 1300-1400 metri di quota. Ma in alcune aree montuose delle isole di Tenerife, Gran Canaria, La Palma, la neve è caduta anche a quote localmente più basse, al di sotto dei 1200 metri, anche per merito delle precipitazioni di carattere convettivo che hanno permesso alla neve di scendere anche a quote più basse. Al momento non si hanno notizie invece di neve nell’isola del Hierro, la cui cima vede la neve solo in occasioni molto rare. Ma non è escluso che pure sulla cima del Hierro sia caduta un po’ di neve, seppur con accumuli modestissimi (appena 1 cm). Queste nevicate a bassa quota sono state provocate dall’afflusso, fin verso le coste atlantiche marocchine, di masse d’aria piuttosto fredde, d’estrazione sub-polare marittima, che dall’Atlantico settentrionale sono scivolate in direzione delle Canarie, lungo il lato occidentale di una vasta saccatura oceanica che si è mossa in direzione del Portogallo, Spagna e Francia.

Teide_with_snow-TenerifeL’aria fredda, d’origine sub-polare marittima, incuneandosi sul margine più orientale del promontorio anticiclonico azzorriano, che mantiene il proprio baricentro nel cuore dell’Atlantico settentrionale, è scesa verso latitudini più meridionali, attraverso una moderata ventilazione dai quadranti settentrionali che ha interessato l’Atlantico marocchino e le coste marocchine. I venti da Nord e N-NO hanno permesso all’aria fredda nord atlantica di versarsi a largo delle coste del Marocco, determinando su questo un brusco calo dei valori termici. In alcune isole, nel corso della giornata odierna, la colonnina di mercurio è scesa al di sotto dei +12°C +13°C a livello del mare. Pertanto la discesa della massa d’aria fredda, sub-polare marittima, viene evidenziata, col supporto delle immagini satellitari, da quella nuvolosità puntiforme presente ad ovest delle coste del Marocco, identificabile in nubi di tipo cumuliformi, come congesti e cumulonembi, originata proprio dal consistente “gradiente termico verticale” presente in seno alla massa d’aria polare, che mantiene le proprie caratteristiche gelide nella media e alta troposfera. Mentre negli strati più bassi la stessa tende a riscaldarsi, a seguito del passaggio obbligatorio sopra la più tiepida superficie dell’oceano Atlantico. Queste nubi cumuliformi, seppur localizzate, ma ben sviluppate in altezza, dato il forte “gradiente termico verticale” che caratterizza l’aria polare marittima, stanno dando la stura a rovesci, e persino brevi temporali grandinigeni che stanno interessando le Canarie e le limitrofe coste del Marocco centro-meridionale.

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