La vasta “Warm Conveyor Belt”, di tipo “forward”, che nella giornata di mercoledì 19 Febbraio, dall’Italia si è spostata verso i Balcani, la regione carpatico-danubiana e l’Ucraina, assieme all’annessa nuvola di polvere desertica sahariana aspirata dall’entroterra desertico dell’Algeria orientale, ieri ha raggiunto il sud della Russia europea, muovendosi successivamente in direzione del Kazakistan occidentale, Uzbekistan e Turkmenistan. La “Warm Conveyor Belt”, di tipo “forward”, una volta giunta al traverso dei Balcani e dell’area carpatica, è stata subito agganciata in quota dal ramo secondario del “getto sub-tropicale”, che dai Balcani si muoveva verso la Romania, la Moldavia e l’Ucraina, accoppiandosi al ramo principale del “getto polare” proprio a ridosso dell’Ucraina e della Russia europea meridionale. L’azione del “getto”, che presentava dei massimi di velocità (il cosiddetto “Jet Streak”) sopra i cieli dell’Ucraina e della Russia europea meridionale, dato il consistente “gradiente di geopotenziale” fra la Russia e l’area medio-orientale, ha impresso una notevole accelerazione al vasto corpo nuvoloso annesso alla “Warm Conveyor Belt”, composto prevalentemente da nubi alte e stratificate impregnate di polvere desertica sahariana (altostrati dominanti), che si è subito spostato dall’Ucraina verso la Russia europea meridionale.
Ciò ha anche spinto parte della nuvola di polvere desertica, che mercoledì aveva prodotto l’affascinante fenomeno della “neve rossa” su diversi passi alpini, fra Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli, fino ai Balcani, alla Romania, all’Ucraina e al sud della Russia europea, dove peraltro si sono pure verificate delle deboli piogge sporche che hanno colorano di giallo oggetti, macchine e strade. La polvere e il pulviscolo desertico, di origine sahariana, contenuto dentro la “Warm Conveyor Belt”, sotto la spinta del potente “getto polare”, penetrato in direzione del Kazakistan e della Siberia meridionale, dopo aver sorvolato i cieli dell’Ucraina e della Russia europea meridionale, si è poi diretto verso il Kazakistan occidentale, l’Uzbekistan e il Turkmenistan, guadagnando la strada per l’Asia occidentale, dove è andata gradualmente a dissiparsi. L’avanzata di questa nuvola di polvere desertica, espulsa dall’entroterra desertico algerino orientale nelle giornate fra martedì 18 e mercoledì 19 Febbraio, fino in direzione dell’Ucraina e della Russia europea, è stata ben documentata anche dalle immagini trasmesse dal satellite meteosat che hanno messo in evidenza la lunga scia lasciata dal pulviscolo desertico in sospensione in quota. Inoltre, in diverse regioni dell’Europa centro-orientale, fra Bosnia Erzegovina, Serbia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Romania, Moldavia e ovest dell’Ucraina, il passaggio della nube di polvere desertica, proveniente dai deserti sabbiosi dell’Algeria orientale, ha colorato di giallo il cielo, regalando scenari davvero suggestivi, mentre i raggi solari sono stati in parte oscurati dalla presenza di tantissime particelle di sabbia in sospensione nella media atmosfera.



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