Dopo intere settimane di piogge incessanti ora in Inghilterra c’è grande apprensione per l’imminente ondata di piena del Tamigi, già gonfiato dalle abbondantissime precipitazioni che fra Dicembre e Gennaio hanno flagellato in modo incessante l’Inghilterra meridionale. Basti pensare che in alcune contee dell’Inghilterra sud-occidentale, negli ultimi 30 giorni, sarebbero caduti fino ad oltre 150 mm di pioggia. Un quantitativo davvero enorme per il clima inglese, nel pieno della stagione invernale. In previsione del passaggio della nuova ondata di piena del Tamigi le autorità britanniche hanno diramato 14 allarmi per il rischio esondazione di livello “grave”, quello che indica il pericolo più alto per le persone. Le contee più colpite sono il Berkshire e il Surrey, nelle quali l’acqua del fiume ha già invaso alcune abitazioni che si trovano lungo le rive. Ma la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente nelle prossime ore, quando l’ondata di piena del grande fiume inglese si dirigerà verso sud-est, provocando locali esondazioni che metteranno sott’acqua parte delle campagne, fra il Berkshire e il Surrey.
Al momento preoccupa pure lo stato degli affluenti del Tamigi, fra i quali il Windrush, Evenlode, Cherwell, Thame, Kennet, Colne, Wey e Mole che presentano un netto sovraccarico, dopo le piogge battenti degli ultimi giorni. Questa situazione, nei prossimi giorni, rischia di provocare estesi allagamenti che andranno ad interessare vaste aree dell’Inghilterra meridionale, già in parte messe in ginocchio dalle precedenti inondazioni delle scorse settimane. Come abbiamo già avuto modo di scrivere in precedenti articoli, Anche le Isole Britanniche stanno pagando duramente, a suon di tempeste oceaniche e inondazioni, gli effetti di un autunno perenne che non ne vuole sapere di mollare. In tale contesto meteo/climatico davvero allarmante l’Inghilterra meridionale è stata colpita dalle peggiori alluvioni da venti anni a questa parte. Ma non è tutto. Il Gennaio passerà alla storia come il più piovoso di sempre, dal 1910 ad oggi. Ossia da quando iniziarono le rilevazioni meteo sull’intero territorio britannico. Di fronte all’emergenza di intere comunità isolate da giorni, soprattutto nel Somerset, il governo britannico ha deciso l’invio di esperti e mezzi dell’esercito di Sua Maestà. Secondo il Met Office, il prestigioso ufficio meteorologico britannico, la zona compresa tra il Devon e il Kent ha subito il doppio di precipitazioni medie. In totale sono caduti ben 175 mm, contro i 158 mm del precedente record stabilito nel Gennaio del 1988. Ma non sono solo le piogge.
Difatti i territori d’oltremanica devono fare i conti con tempeste di vento, mareggiate, anche violente, che rendono le condizioni atmosferiche particolarmente avverse. Le continue tempeste di vento e le annesse mareggiata, che giorno dopo giorno continuano ad erodere le coste di Irlanda, Scozia e Inghilterra, stanno creando enormi disagi e purtroppo danni ingenti nei vari centri abitati ubicati in prossimità della linea di costa. Tutto ciò è strettamente connesso ad un tipo di assetto configurativo, da “AO” e “NAO” positivi, che tende ad intensificare notevolmente il “gradiente barico orizzontale” (notevolissimi divari pressori fra l’Islanda e le isole Azzorre) lungo tutto il medio-alto Atlantico, dove si viene a creare un fitto groviglio di isobare fra la profonda depressione islandese, che domina sull’Atlantico settentrionale, e il promontorio anticiclonico azzorriano, disteso in modo zonale sull’Atlantico centro-settentrionale, con massimi barici al suolo posizionati fra i 30° e i 35° di latitudine nord. Questa fitta contrapposizione barica fra l’alta pressione delle Azzorre e la depressione (semi-permanente) d’Islanda, è all’origine delle frequenti tempeste oceaniche che negli ultimi mesi hanno flagellato le Isole Britanniche, ed in misura minore pure la Spagna, Francia, il Belgio e l’Olanda, con venti a tratti anche violenti, che hanno oltrepassato la soglia dei 140-160 km/h. E nelle prossime settimane c’è poco da stare allegri. Nuove profonde depressioni, con annessi sistemi frontali, colpiranno le Isole Britanniche, portando forti venti di burrasca e soprattutto piogge molto abbondanti che cadranno su terreni saturi, che non riusciranno ad assorbire tutta quest’acqua. Il rischio maggiori di allagamenti ed esondazioni risulterà più marcato fra Irlanda, Galles ed Inghilterra meridionale, dove molte aree sono già compromesse dalla piena del Tamigi.


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