Era l’11 gennaio 1964 quando il direttore del Servizio di Salute pubblica americana, Surgeon General Luther Terry, pubblicava un report per mettere in luce la lampante ed inconfutabile relazione tra il fumo e il cancro ai polmoni. Nel 1965, gli Stati Uniti introducevano i messaggi di avvertimento sui pacchetti, nel 2003 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, alla Framework Convention on Tobacco Control, indicava come necessaria l’introduzione di politiche volte a regolamentare l’industria del tabacco, auspicando il divieto di fumo nei luoghi pubblici, il divieto di pubblicizzazione delle sigarette e l’applicazione di tasse sulle vendite. Sono 40 le malattie legate al fumo, provocate o peggiorate da esso: tumori degli organi respiratori, ictus, cecità, degenerazione maculare, cancro del colon-retto, diabete, artrite reumatoide, disfunzione erettile, labbro a leporino nei bimbi le cui mamme fumavano in gravidanza; queste sono solo alcune delle patologie legate alla pessima abitudine di accendere una sigaretta. Lo ricorda un rapporto pubblicato dal General Surgeon degli Stati Uniti, a gennaio, in occasione del cinquantesimo anniversario del primo documento federale che legava le “bionde” ai danni alla salute.
Stando all’Italia, il 4 febbraio scorso, in occasione della “Giornata Mondiale contro il cancro”, il Ministro della Salute Lorenzin ha dichiarato che la lotta contro il tumore una delle priorità del Servizio Sanitario Nazionale per l’elevata incidenza della malattia e per il suo pesante impatto sociale ed economico, in quanto ogni giorno, nel nostro Paese, circa 1000 persone ricevono una diagnosi di tumore e ogni anno si stimano oltre 300.000 nuove diagnosi di questa malattia; anche se in moltissimi casi si tratta oggi di un male curabile tramite screening, diagnosi precoci, affidandosi ai progressi della ricerca e alle nuove terapie. Innumerevoli le campagne anti-fumo adottate da diversi Paesi, in cui si sono susseguiti interi campionari visivi dei danni che il fumo può causare nell’organismo umano: pacchetti di sigaretta con sconvolgenti foto di denti marci, labbra scavate, polmoni devastati dal cancro, persone in ospedale attaccate ai respiratori ecc. L’Australia, da una ventina d’anni, con l’ascesa del fitness e l’adozione di uno stile di vita più salutare, ha intrapreso una durissima strategia anti-fumo e sta molto facendo parlare di sé con la sua nuova Campagna shock anti-fumo, diretta e creata dal Cancer Council Western Australia per sensibilizzare soprattutto gli adulti sui danni del fumo, paragonando i nostri polmoni ad una spugna che assorbe.
Lo slogan, decisamente crudo ma molto incisivo, colpisce tutti, seppur nella sua semplicità: “I polmoni sono come spugne: dovrebbero accogliere aria, ma alcune persone li usano per tenere dentro il fumo”. Il filmato mostra alla fine quel che resta dei nostri polmoni: un contenitore con dentro del liquido scuro e nero, che simboleggia il catrame accumulato fumando un pacchetto di sigarette al giorno per 12 mesi. Se l’Australia mira a colpire i fumatori più maturi, agli adolescenti ci pensa la campagna Fda Americana, nel tentativo di dissuadere 10 milioni di ragazzi compresi tra i 12 e i 17 anni, dal provare la prima sigaretta o dal continuare con questa distruttiva abitudine. Giovani con denti gialli o caduti, con le rughe e la pelle avvizzita, che non riescono a correre per via del fiatone… sono questi i danni del fumo che, a partire dall’11 febbraio, saranno proiettati in almeno 200 centri commerciali e dalle principali TV americane per far riflettere i ragazzi su quello che stanno per fare, ancora prima di accendere una sigaretta.


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