Le piogge eccezionali delle ultime settimane hanno provocato danni e disagi in tutto il Friuli Venezia Giulia: martedì le acque del lago di Doberdò, che fa parte del sistema carsico legato al lago di Pietrarossa e a fiumi sotterrenei che collegano questi specchi d’acqua all’Isonzo e al Vipacco, hanno raggiunto i 4 metri sopra il livello medio, allagando le sponde del bacino e sfiorando l’ingresso della “Trattoria al Lago”, preoccupando così i gestori del locale che già in passato si erano trovati in difficili situazioni. Situazione abbastanza rara, ma non eccezionale come nel 2000 quando si raggiunsero i 6 metri sul livello medio. La piena dell’Isonzo, ancora ingrossato, continua però a fare paura anche perchè continuerà a piovere e la tanta neve presente sulle Alpi si scioglierà riversando acqua su tutti i corsi fluviali della Regione.
In questo periodo la piena dell’Isonzo, oltre ad aver aumentato il livello dell’acqua nelle falde, già provoca apprensione alla Riserva della foce, per i continui allagamenti della strada che porta al centro visite, con interruzioni dell’attività nell’area protetta.
Secondo gli studi di esperti dei fenomeni carsici, i laghi di Doberdò e Pietrarossa sono strettamente collegati tra loro, e si formano con l’allagamento di un tratto estremamente piatto alimentato dalle risorgive. Se l’Isonzo è in secca, l’estenzione dei due laghi si riduce di molto. Nei periodi molto piovosi il deflusso sotterraneo dell’acqua aumenta notevolmente il livello del lago di Doberdò (che è sotto il livello del mare). Quando la pioggia cessa, l’acqua defluisce anche attraverso un “inghiottitoio” presente sul fondo del lago, causando problematiche a valle.





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