Il bacino di laminazione di Montebello attivato una settimana fa, ha raccolto, trattenuto ed evitato che si riversassero soprattutto sul basso vicentino e sul padovano circa 4 milioni di metri cubi di acqua. Un impianto costruito nel 1926 capace di trasformarsi in un lago di 6 milioni di metri cubi d’acqua, su oltre 50 ettari, quasi tutti di proprieta’ demaniale, profondo sino a 20 metri, con una diga a sud lunga un chilometro. Si svuota in circa un giorno e mezzo attraverso due scarichi. Come ha indicato oggi ai giornalisti Marco Dorigo della sezione difesa idrogeologica e forestale di Vicenza, l’ex Genio Civile, l’invaso raccoglie a nord le acque dell’Agno-Gua’ attraverso 12 sifoni di presa. Dagli anni Trenta non si sono mai piu’ realizzate in Veneto casse di espansione simili ma la soluzione dei problemi attuali legati almaltempo e’ legata anche per i tecnici alla realizzazione di nuove opere simili. “Questa e’ la soluzione – ha spiegato Dorigo – mantenere l’acqua il piu’ possibile in questi bacini per evitare che a valle i fiumi possano provocare danni enormi”.
Maltempo, il bacino di laminazione di Montebello salva gran parte del Veneto


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