Nel nord della Serbia sono stati soccorsi e messi in salvo praticamente tutti gli automobilisti e autisti di camion e autobus, alcune migliaia, rimasti bloccati per molte ore sulle strade rese impraticabili dal ghiaccio e da enormi cumuli di neve alti anche cinque metri causati dal vento fortissimo (fino a 130 km/h) che continua a soffiare sulla Vojvodina e il resto del Paese balcanico. Ai soccorsi hanno preso parte unita’ dell’esercito appoggiate da elicotteri militari da trasporto, che hanno fatto la spola con ospedali, scuole e alberghi della zona dove sono state ricoverate o alloggiate le persone soccorse. Tra queste, riferiscono i media, circa 2 mila cittadini stranieri, dei quali non e’ stata indicata la nazionalita’, che sono stati sistemati in due scuole e un centro della Croce rossa di Backa Topola, localita’ della Vojvodina. L’agenzia Beta ha riferito di alcuni episodi di sciacallaggio, nei quali a diverse auto lasciate nella neve dagli occupanti messi in salvo sono stati rubati gli pneumatici. Per questo le autorita’ invitano i proprietari a rimuovere al piu’ presto i loro veicoli. Numerose strade e linee ferroviarie nel nord della Serbia restano tuttavia ancora interrotte. Nelle zone interessate dai blocchi stradali – con centinaia di auto e camion rimasti intrappolati fra montagne di neve e ghiaccio – si e’ recato ieri, dopo le visite di alcuni ministri, anche Novak Djokovic, il campione serbo numero due del tennis mondiale, che ha contribuito ai soccorsi portando cibo, benzina e alcuni spazzaneve.
Maltempo in Serbia, ancora vento a 130 km/h: soccorsi tutti gli automobilisti bloccati a nord



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