Ha disposto l’evacuazione a titolo precauzione di 250 persone, ma il sindaco di Bovolenta (Padova), Vittorio Meneghello, guarda con apprensione il livello dell’affluente del Bacchiglione e spera che stavolta l’ argine regga, evitando che si ripeta la tragica alluvione del novembre 2010. “Il livello dell’acqua – dice Meneghello – continua a crescere e ha gia’ superato la quota dell’alluvione del 2010. Aspettiamo, speriamo che smetta di cresce ma sembra tutt’altro, ormai viviamo secondo per secondo. Speriamo che almeno questa volta non rompa l’argine, ma il dramma e’ che dal 2010 ad oggi non e’ cambiato niente: stesse evacuazioni, nessuna modifica, nessun rinforzo e stessi problemi”. Il sindaco ha ben presente il fatto che se il livello dell’acqua non iniziera’ a scendere saranno necessarie probabilmente altre evacuazioni. Nel pomeriggio si decidera’ con ogni probabilita’ il prolungamento delle chiusure delle scuole e di strade. Decine di volontari della protezione civile, intanto, stanno lavorando in queste ore per costruire della paratie per arginare l’acqua. Ma c’e’ grande preoccupazione per i murazzi del canale che attraversa il paese che iniziano a mostrare i segni di qualche infiltrazione d’acqua. “Adesso siamo in televisione – racconta una cittadina – poi esattamente come e’ accaduto nel 2010 tutto tornera’ prima o poi alla normalita’ e saremo dimenticati ancora una volta. Fino alla prossima alluvione e avanti cosi'”. “Se si rompe l’argine ci ritroveremo in casa 5 metri d’acqua – spiega un’altro residente – siamo stati sfollati questa mattina e siamo andati da nostra figlia con qualche valigia, cos’altro possiamo fare? Il problema e’ che dal 2010 ad oggi non e’ cambiato nulla e non si e’ fatto niente”. Sul ponte che attraversa il canale gia’ nella notte si e’ formato un folto gruppo di persone per osservare il livello dell’acqua. Una di queste al telefono dice alla sorella: “e’ troppo pericoloso, prepara le valigie che ce ne andiamo prima che sia troppo tardi”.
Maltempo Veneto: apprensione a Bovolenta, si teme un’alluvione come quella del 2010


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