Rientrano lentamente negli alvei i tanti fiumi esondati in Veneto a causa del maltempo dell’ultima settimana ma molto resta da fare sul fronte dei danni a cominciare dallo svuotamento di piani terra, scantinati e capannoni industriali letteralmente invasi dall’acqua. Restano due fronti di allarme. Lungo la pedemontana veneta il rischio frane che ha gia’ interessato numerose frazioni specie nel trevigiano, nel vicentino e nel veronese. Tra le situazioni a rischio la celebre localita’ di Asolo nel trevigano. Dopo una notte passata in piedi a monitorare il livello dei fiumi il primo cittadino di Bovolenta (Padova), Vittorio Meneghetto, e’ cautamente ottimista. “La Protezione civile – ha spiegato – ci ha detto che il livello dell’acqua si e’ abbassato di una spanna ma l’allerta resta ancora alta. Fortunatamente gli argini hanno tenuto e il Bacchiglione non e’ esondato”. A passare la notte fuori casa sono state circa 350 persone, ma solo una ventina di queste hanno utilizzato il centro di ricovero allestito nel vicino comune di Polverara. Mentre il Governatore del Veneto, Luca Zaia, ha dichiarato lo stato di calamita’ naturale sul fronte meteo c’e’ un miglioramento anche se sono previste nuove piogge e altre nevicate in montagna. Secondo l’Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto (Arpav), si registreranno a sprazzi, anche oggi, nuove precipitazioni ma saranno di tipo ordinario e non dovrebbero preoccupare ulteriormente quella che e’ una situazione gia’ compromessa. Attesa ancora neve sopra i 1000 metri di quota.
Maltempo Veneto: timido miglioramento ma restano molti danni


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?