Mareggiate sulle coste ioniche: l’erosione avanza inesorabile, si rischiano gravissime conseguenze in caso di mareggiate molto forti

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13Analizzando i dati forniti dalle boe oceanografiche della Rete Ondametrica Nazionale, gestita dall’ISPRA, emerge come le coste ioniche di Calabria e Sicilia, durante la fase clou delle mareggiate, per svariate ore sono rimaste esposte ad ondate di mare lungo (onda lunga) alte anche più 5.0-6.0 metri. Si è trattato, per l’appunto, di onde particolarmente energetiche, che purtroppo hanno cagionato danni enormi, finora incalcolabili, soprattutto nei litorali del reggino ionico e catanzarese, dove la furia dei marosi spinti dai venti di burrasca da E-SE, in azione davanti lo Ionio, ha distrutto interi lungomari, mettendo a serio rischio diverse comunità marine. Ma nonostante il mare molto agitato, i danni in questo caso sono stati gravemente esacerbati dal fenomeno dell’erosione costiera, che ormai da svariati anni sta continuando ad aggredire le nostre coste, riducendole sempre più ad una poltiglia di sabbia e macerie, dopo il passaggio di una mareggiata di media intensità. Oggi giorno, l’avvento di una mareggiata di forte intensità, tipo quella che il 13 Gennaio 2009 devasto l’intera fascia ionica siciliana e calabrese, con lo Ionio che supero il forza 7 della scala Douglas (mare grosso), rischia di avere degli esiti nefasti, da cui difficilmente molti dei comuni dei centri rivieraschi riusciranno ad uscirne fuori.