Meteo, Corazzon in esclusiva a MeteoWeb: “quest’anno niente freddo, l’inverno è ormai compromesso”

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corazzonQuest’oggi abbiamo l’onore di avere come ospite Paolo Corazzon il quale, oltre ad essere uno stimatissimo Meteorologo è soprattutto una persona semplicissima e particolarmente gioviale. Il sottoscritto, che ha avuto l’onore e la fortuna di averlo come insegnante, può testimoniarlo senza alcuna possibilità di essere smentito. Nato a Milano nel 1969, Paolo Corazzon si laurea con lode in Fisica dell’Atmosfera presso l’Università degli Studi di Milano e nel 1997 realizza il sogno della sua vita, ossia diventare meteorologo grazie, soprattutto (come tiene a precisare lo stesso Corazzon), al Colonnello Mario Giuliacci. Nel 2003 ha iniziato ad occuparsi degli appuntamenti meteo all’interno dei telegiornali di Italia1 e Rete4 e, nel gennaio 2008, l’incontro professionale con Barbara d’Urso ha dato modo a Paolo Corazzon di aggiungere al curriculum le eccezionali esperienze di “Mattino Cinque“, “Pomeriggio Cinque“, “A gentile Richiesta” e “Domenica Cinque“. Tra le sue passioni c’è anche la scrittura: Corazzon, infatti, è autore di diversi volumi, tra i quali “Prevedere il tempo con internet“, “Manuale di Meteorologia“, “La Meteorologia in Mare“, “I più grandi eventi meteorologici della storia“, “Dottore mi fa male il tempo” e “La Meteorologia per tutti”. Nel 2011 si è “cimentato” anche nella scrittura di un romanzo “Previsioni Mortali” e, nel marzo 2012, è uscito il suo ultimo lavoro “Questo non l’avevo previsto…“.
Abbiamo rivolto a Paolo Corazzon alcune domande che riguardano anche temi piuttosto “scottanti”, come il Global Warming, il lavoro dell’IPCC, l’estremizzazione del clima ed, infine, il futuro dell’Inverno 2013/2014:

Frane, alluvioni, trombe d’aria, metri di neve sulle Alpi mentre gli Appennini sono in sofferenza. Cosa sta accadendo davvero in Italia, sensazionalismo dei media a parte?

Senza ombra di dubbio questo Inverno 2013/2014 ha fatto registrare molte anomalie. In parte sono già ben evidenziate nella domanda: nevicate record sull’arco Alpino mentre sull’Appennino poco o nulla, correnti prevalentemente occidentali atlantiche che hanno portato sì perturbazioni ma, spesso, accompagnate da aria relativamente mite ed, infine, le mancate irruzioni d’aria fredda, sia quelle di tipo artico, sia quelle continentali. Insomma un inverno anomalo, particolarmente mite e ricco di precipitazioni piovose, visto la neve in pianura ha scarseggiato anche al Nord; un inverno anomalo che, però, s’inquadra in un contesto generale di anomalie che fanno parte di un cambiamento climatico che, ormai, è abbastanza evidente a livello mondiale ma, purtroppo, anche in sede mediterranea e quindi sull’Italia.

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Cosa pensa dell’acceso dibattito che infiamma l’intero pianeta sui cambiamenti climatici in atto, sul previsto riscaldamento globale e sul lavoro svolto dall’IPCC?

A tale proposito, posso innanzitutto affermare di condividere il lavoro svolto dall’IPCC. Sono, quindi, d’accordo sul fatto che la Terra si stia riscaldando e sul fatto che le cause siano attribuibili all’uomo. D’altronde l’aumento dell’immissione dei gas serra in atmosfera è un dato di fatto, così come il conseguente incremento dell’effetto serra. Questo riscaldamento, questo surplus di energia, favorisce determinati sconvolgimenti in “sede climatica”: scioglimenti di ghiacciai, masse d’acqua dolce che vengono immesse nel “circuito” delle correnti oceaniche e fenomeni naturali sempre più violenti. La Terra, dal canto suo, fa fatica ad adattarsi a questi cambiamenti ed è sempre alla ricerca di nuovi equilibri spesso, però, a “favore” di eventi catastrofici e drammatici. A mio modesto avviso, la maggior parte delle responsabilità è da ricercare nell’attività umana e, proprio per questo motivo, mi ritengo alquanto ottimista: se, infatti, siamo noi la causa di queste modifiche, sarà anche possibile intervenire per interromperle o, quantomeno, attenuarle. Il futuro, quindi, dipende da come l’uomo riuscirà seriamente ad intervenire in questa delicata situazione. L’ultimo rapporto dell’IPCC, infatti, mette in evidenza il fatto che, nella peggiore delle ipotesi, entro il 2100 la temperatura potrebbe aumentare di ben 4°C, il che sarebbe terribilmente devastante. Basti pensare che le attuali anomalie atmosferiche sono legate ad un aumento termico di neanche un grado“.

Sono fondati, secondo Lei, gli allarmismi che circolano in rete circa le scie chimiche e la geo-ingegneria clandestina?

Mah, per farla breve, a queste cose semplicemente non credo. Ovviamente è una mia personalissima opinione che non intendo elevare a verità assoluta. Secondo me, infatti, non sono in atto complotti o esperimenti, a nostra insaputa, da parte dei governi o forze armate in cui l’atmosfera viene utilizzata per chissà quali fini. Le cosiddette scie chimiche non sono altro che formazioni nuvolose; basti pensare alle scie degli aerei: esse sono capaci di rimanere in cielo per ore e addirittura cambaire di forma a causa delle “correnti” aeree.

Quanto ritiene affidabili gli indici teleconnettivi al fine di tracciare una previsione affidabile nel medio-lungo termine?

A mio parere sono abbastanza affidabili. Codesto tipo di “ricerca” sta portando degli ottimi risultati a proposito, in quanto tutto il “sistema” atmosfera-oceani-terra è molto collegato. Anche gli stessi indici macroscopici (Niño/Niña) hanno conseguenze sul clima o sul tempo a medio-lungo termine“.

Cosa pensa di alcuni siti, diciamo così “meteorologici”, che fanno del sensazionalismo la loro arma vincente, istigando i tanti cybernauti al click “feroce”?

Credetemi… è da anni che porto avanti una personalissima “battaglia” contro questo modo di far meteorologia, in quanto è soltanto un metodo per spingere l’utente a fare un click in più necessario, ahimè, al solo fine economico. Assolutamente contrario, quindi, al sensazionalismo, terrorismo meteorologico ed all’uso di questa scienza per soli fini di marketing.

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Sappiamo bene che è estremamente difficile effettuare previsioni meteo nel medio e lungo periodo ma, a questo punto, la domanda è d’obbligo: riuscirà, finalmente, il Generale Inverno a fare il proprio dovere in quest’ultimo scorcio di stagione, oppure si sveglierà in ritardo compromettendo la primavera?

Mi dispiace dover deludere gli amanti del freddo e della neve ma, purtroppo, quest’anno non assisteremo a sortite del Generale Inverno in sede mediterranea, né durante l’ultimo scorcio di stagione né, tantomeno, a giochi fatti. Diciamo che, anche guardando proiezioni a lungo termine, la stagione 2013/2014 è irrimediabilmente compromessa. Stiamo parlando, ovviamente, delle nostre latitudini, in quanto non si può certo fare lo stesso discorso per gli Stati Uniti d’America. A tutto ciò vogliamo e dobbiamo necessariamente aggiungere il fatto che, a questo punto della stagione, le giornate tendono ad allungarsi inesorabilmente e che la luce del Sole comincia ad incidere maggiormente. Ciò non significa che saremo catapultati direttamente in Primavera ma che, anche a fronte di episodiche nevicate tardive, le temperature si avviano verso valori decisamente più gradevoli“.