Luca Parmitano ha trascorso 166 giorni nello spazio, ha portato avanti venti esperimenti ed e’ tornato sulla Terra il 13 novembre 2013: “E’ quasi piu’ semplice essere nella stazione spaziale, in orbita, che qua a Sanremo con tutta questa attenzione – dice l’astronauta in sala stampa – E’ stata un’esperienza straordinaria. La missione mi ha permesso di mettere alla prova gli strumenti acquisiti nella mia carriera. Suonavo il basso quando ero piu’ giovane, da autodidatta il pianoforte e la chitarra”. “La bellezza della nostra Terra – sottolinea Parmitano – e’ quella di un’oasi del deserto, lo spazio profondo, l’unico pianeta che da’ supporto alla vita. Da li’ si apprezza, ancora di piu’.
Nello spazio ho ascoltato molta musica italiana, De Andre’, Lucio Dalla, Lucio Battisti, rock classico, poi i Beatles, la musica jazz di Pat Metheny, la musica classica. Sono un avido lettore di fantascienza da sempre, partendo da Asimov”. Parmitano ha sempre avuto il sogno di diventare astronauta: “L’istruttrice di nuoto chiedeva cosa volevi fare da grande, ho risposto voglio fare l’astronauta, ho martellato la testa dei miei genitori per trenta anni per coronare questo sogno”. E aggiunge: “Chi dice di non aver paura e’ uno stolto o un e’ bugiardo che sa di mentire, e’ un sentimento umano che ci fa capire che in quel momento serve fare qualcosa. Quello che si deve fare e’ cercare di imbrigliarla, imparare ad avere fiducia, conoscenza del proprio veicolo, scafandro, serve a eliminare il dubbio dell’azione. Mi ritengo una persona normale che ha avuto il privilegio partecipare a cose straordinarie”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?