Robot-muratori o Robot-termiti: l’edilizia del futuro si ispira alla stigmergia degli insetti sociali

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ROBOT MURATORE 1Ogni giorno lasciamo tracce del nostro passaggio, proprio come Pollicino con le sue molliche di pane. Poi c’è qualcuno che le vede e le segue, allo stesso modo in cui noi seguiamo quelle degli altri. Una ragione c’è e ha un nome preciso: stigmergia, una forma di comunicazione implicita, non affidata alla parola, né ai gesti, ma alle modifiche apportate all’ambiente. Il termine è stato coniato dal greco, dove stigma significa “traccia” e ergon “lavoro”, per spiegare la prestazione di vespe, termiti e formiche, in grado di completare lavori collettivi complessi, senza averne, da sole, né la capacità, né un piano.

ROBOT MURATORE 3A risolvere il mistero per cui queste creaturine riescono a costruire nidi alti, in proporzione, quanto lo è per noi il monte Cervino, o celle perfettamente esagonali, è stato alla fine degli anni 50 del ‘900, lo zoologo francese Pierre- Paul Grassé, introducendo il concetto di stigmergia come “incitazione al lavoro”. L’intelligenza degli insetti sociali non dipende da comunicazioni dirette, ma da segnali lasciati nell’ambiente e dalle risposte a quei segnali, moltiplicate per milioni di individui. Le termiti grazie ai feromoni costruiscono strutture molto complesse, seguendo un semplice insieme di regole decentralizzate. Ogni insetto scava una pallina di fango, la copre di feromoni e la lascia sul terreno. Le termiti sono attratte dai feronomi degli individui dello stesso termitaio e depositano le loro palline di fango vicino a quelle depositate in precedenza dai “condomini”, costruendo lentamente pilastri, archi, gallerie e camere.

ROBOT MURATORE 2Sulla rivista Science sono stati descritti e poi presentati nel Congresso dell’Accademia Americana per l’Avanzamento delle Scienze a Chicago, dei simpatici robot costruiti nell’Università di Harvard in base ai dati raccolti dai progettisti sullo studio dei comportamenti delle termiti che, secondo i ricercatori, sono insetti con la caratteristica principale di trasmettere informazioni e coordinarsi indirettamente attraverso le caratteristiche del terreno, le strutture artificiali e i segnali chimici. I robot sono il primo passo verso una futura generazione di macchine e, stando agli autori della ricerca, Justin Werfel, Kirstin Petersen e Radhika Nagpal, riescono a raggiungere tutti insieme obiettivi complessi, mentre singolarmente compiono azioni elementari(es. appoggiare un mattone o salire su un gradino). I robot-muratori, simili a minuscoli carrelli dalle dimensioni di pochi centimetri, si spostano con bizzarre ruote dotate di 3 uncini che permettono ad essi di arrampicarsi, ergono piramidi, torri e castelli mattone su mattone, muovendosi in tutte le direzioni, imitando il comportamento delle termiti grazie ai loro sensori, percependo l’ambiente in cui si muovono e lavorano. Il prossimo obiettivo per i ricercatori e costruire una squadra di robot- muratori capaci di raggiungere un obiettivo progettato dall’uomo. In futuro, essi potrebbero essere utilizzati per costruire sbarramenti con sacchi di sabbia in caso di alluvione o potrebbero diventare i primi costruttori di edifici su Marte.