La terra torna nuovamente a tremare in riva allo Stretto di Messina. Stavolta in un punto diverso dai precedenti sciami sismici. Dalla serata di ieri una serie di scosse di debole intensità, tutte inferiori ai 3.0 Richter, hanno interessato la sponda calabrese dello Stretto, localizzandosi nello specchio di mare davanti la città di Reggio Calabria. In un punto poco a nord dagli epicentri della scossa del 1975 (4.7 Richter) e a sud dell’epicentro del terremoto del 1971 (4.8 Richter), attorno l’off-shore di Reggio Calabria. L’evento principale di ieri sera, di 2.9 Richter, finora è stato accompagnato da altre debolissime scosse strumentali, talmente deboli da non essere state sentite dalla popolazione. Queste scosse sarebbero localizzate in punti ove insistono delle piccole faglie (segmenti) o “microfaglie” che possiamo ritenere “secondarie” alla grossa faglia madre di “Messina-Giardini”, quella che ha generato la violenta scossa del 1908, che percorre in parallelo l’area dello stretto da N-NE a S-SO, con un angolo basso verso est.
Tale sequenza dovrebbe proseguire anche nei prossimi giorni, con nuove scosse, molte delle quali risulteranno strumentali, e non verranno neppure percepite dalla popolazione. Il fatto curioso riguarda la profondità di questi piccoli eventi sismici. Solitamente, in quel punto dello Stretto, si registrano scosse, anche di moderata energia (> 4,0 Richter), che presentano una profondità fra i 6 e gli 8 km. In questo caso i piccoli terremoti, localizzati davanti la città di Reggio Calabria, presentano una profondità compresa fra i 10 e gli 11 km di profondità. Si tratta di eventi molto superficiali, per questo vengono avvertiti malgrado la bassa magnitudo. Ma presentano una profondità maggiore a dispetto dei tipici terremoti che contraddistinguono l’area dello Stretto di Messina.
Inoltre bisogna pure considerare che questa sequenza, localizzata attorno a Reggio, al momento, pare non avere alcun tipo di collegamento con i terremoti che negli ultimi mesi hanno interessato la parte meridionale dello Stretto di Messina e la costa siciliana, attorno Messina, dove lo scorso 23 Dicembre (Antivigilia di Natale) si verifico un sisma di moderata energia, di 4.0 Richter. Difatti nell’area vicino Messina, fra la dorsale nord dei monti Peloritani e la linea di costa, insistono delle piccole faglie (segmenti) o microfaglie, ben conosciute dai sismologi (su tutti spicca il sistema di faglia “Larderia-Curcuraci”), che scorrono in parallelo lungo lo Stretto di Messina.
All’imboccatura sud dello Stretto, lungo l’off-shore della Sicilia orientale, la dove spesso si verificano scosse anche dell’ordine dei 3.0 – 3.5 Richter (o attorno i 4.0 Richter di fronte Capo Taormina), troviamo altri sistemi sismogenetici che tendono a immergere sul mar Ionio, intersecando il lembo più meridionale della faglia di Messina. Le piccole scosse avvenute in questi giorni quindi possono essere considerate come degli eventi “normali”. Non è escluso che nei prossimi giorni nelle stesse aree possano verificarsi delle repliche sempre di magnitudo uguale agli eventi registrati nella serata di ieri, mentre molte di queste non saranno nemmeno avvertite dalla popolazione. Sequenze sismiche normali, che anno dopo anno interessano ogni singola area dello Stretto di Messina, definendone l’elevata sismicità strumentale.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?