Siccità in Kosovo: la capitale Pristina rischia di rimanere a secco, “risparmiate ogni goccia d’acqua”

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SiccitàProsegue in Kosovo l’emergenza dovuta alla mancanza di risorse idriche che rischia di lasciare a secco la capitale Pristina e i suoi 400 mila abitanti, circa un quarto dell’intera popolazione del paese. Il primo ministro Hashim Thaci ha condiviso sul suo profilo Facebook la pagina “goccia a goccia” (“Pika Pika” in albanese), un’iniziativa per risparmiare le risorse idriche e ha invitato i cittadini a non sprecare la poca acqua a disposizione. “Stiamo vivendo una stagione molto secca con poca pioggia o neve. Il governo aiutera’ i comuni per superare questa crisi idrica, ma e’ dovere di ogni cittadino di contribuire al risparmio idrico e all’uso razionale. Unisciti a questa campagna e ad altre azioni civili per un migliore utilizzo dell’acqua”, ha scritto Thaci sul social newtork. I cittadini della capitale kosovara Pristina potrebbero rimanere senza acqua per ore a causa della piu’ grave mancanza di risorse idriche dal 1983. L’allarme e’ stato lanciato ieri dal direttore del dipartimento per le acque presso il ministero dell’Ambiente e del Territorio, Naser Bajraktari, all’emittente radiotelevisiva nazionale “Rtk”. Il funzionario governativo ha spiegato che saranno utilizzate tutte le fonti alternative, anche se queste potrebbero non bastare. “Potrebbero esserci quantitativi di acqua inferiori alle richieste dei cittadini di Pristina e dintorni”, ha detto Bajraktari, invitando la popolazione a ridurre l’utilizzo di acqua al minimo indispensabile. “I cittadini devono abituarsi all’idea che potrebbero esserci restrizioni anche maggiori all’utilizzo delle risorse idriche. Se diminuisce il livello dell’acqua, diminuisce anche la qualita’ delle risorse idriche a disposizione e potremmo affrontare gravi problemi di igiene”, ha avvertito Bajraktari. Il Kosovo ha iniziato la scorsa settimana il razionamento delle risorse idriche nell’area della capitale Pristina per via della peggior crisi degli ultimi 30 anni. Le scarse precipitazioni hanno praticamente svuotato i serbatoi di acqua potabile del paese. Basti pensare che in circostanze normali, la societa’ che gestisce le condotte d’acqua rifornisce la capitale per 14 ore al giorno, mentre adesso e’ scesa a 10 ore.