Malgrado gli sforzi per ridurre l’inquinamento, le megalopoli cinesi restano un modello negativo ed ora sono gli stessi cinesi a riconoscerlo. Pechino e Shangai infatti sono state inserite tra le citta’ meno ospitali del mondo in un nuovo studio della Shanghai Academy of Social Sciences, che ha stilato la classifica di 40 citta’ di ogni continente in base alla salubrita’ dell’aria insieme ad altri fattori come costo della vita e sicurezza. Secondo i risultati dell’analisi, Pechino non e’ proprio l’ultima, occupando il 39/esimo posto ed essendo un gradino meglio della maglia nera di Mosca. Ma la posizione di Shangai, 36/esima, evidenzia il pessimo stato delle citta’ cinesi. All’estremo opposto, invece, Stoccolma e’ considerata il luogo migliore al mondo per vivere. L’inquinamento nella capitale cinese e’ “cosi’ estrema” da rendere la citta’ di 20 milioni di abitanti “a malapena adatta” per viverci. Anche ieri, come riporta Bloomberg, la concentrazione di polveri sottili (PM2.5) e’ stata di gran lunga superiore al livello raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (pari a non piu’ di 25 microgrammi per metro cubo): nei pressi di Piazza Tiananmen alle tre del pomeriggio sono stati riscontrati 194 microgrammi per metro cubo rispetto ad una media di 176 nelle giornate precedenti.
Cercando di placare l’indignazione pubblica sull’argomento, le autorita’ cinesi si sono impegnate a ridurre l’inquinamento tagliando l’uso del carbone, limitando il numero di auto sulle strade e chiudendo le fabbriche piu’ inquinanti. Il mese scorso il sindaco di Pechino, Wang Anshun, ha affermato che la citta’ avrebbe tagliato l’uso del carbone per un ammontare di 2,6 milioni di tonnellate ed avrebbe eliminato entro l’anno 300 aziende inquinanti. La Cina dopo decenni di totale incuria e’ ora impegnata a migliorare l’ambiente. Nei giorni scorsi il governo ha annunciato di volere istituire fondi pari a 10 miliardi di yuan (circa 1,2 miliardi di euro) per combattere l’inquinamento atmosferico, offrendo incentivi per le aziende piu’ “pulite” in grado di migliorare l’efficienza energetica e tagliare le emissioni dei gas serra.


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