Con l’entrata in vigore dell’euro si è constatato un significativo aumento dei prezzi in tutti i settori e ciò ha portato al doversi inventare stratagemmi per risparmiare su ogni cosa; anche perché, togliendo dallo stipendio le spese per bollette, mutuo, affitto o eventuali prestiti personali, il budget mensile è davvero limitato e bisogna “arrangiarsi”. Si parla costantemente di crisi e rinunce, ma si continua a commettere l’errore di riempire il carrello guidati dalla fame, dalla fretta, dall’abitudine, dalla comodità di preparazione, dalle pubblicità e dall’irrefrenabile richiamo delle offerte speciali. E’ essenziale risparmiare anche sulla spesa alimentare, quotidianamente, abbattendo il carovita con la cosiddetta “spesa intelligente” o “shopping indispensabile”, muovendosi oculatamente e riuscendo a spendere bene, salvaguardando la qualità per la quale un consumatore accorto ed informato deve sempre avere un occhio di riguardo.
Pianificare con cura cosa è veramente necessario comprare è d’obbligo, rivedendo ed eventualmente togliendo dalla lista stilata quel che, ad una seconda lettura, appare superfluo, senza mai lasciarsi prendere dall’ispirazione del momento o dall’improvvisazione. Piuttosto che consumare il pranzo e la cena in mensa o al ristorante, meglio preparare in casa i pasti, avendo già in mente il prodotto finito e le sue reali quantità necessarie, facendo un calcolo approssimativo dell’ammontare totale della spesa, in modo da attenersi il più possibile alla cifra prestabilita. C’è chi sostiene che far la spesa sempre nello stesso supermercato di fiducia permetta di conoscere bene l’ubicazione dei prodotti, risparmiando il tempo speso a cercarli, scegliendo i prodotti con il miglior rapporto prezzo-qualità dato che, frequentando assiduamente lo stesso posto familiare, ci si accorge più facilmente dell’aumento esponenziale del prezzo dei prodotti consumati. C’e’ chi, al contrario, ritiene che i clienti, trovandosi nel supermercato di fiducia, preferiscano terminare la spesa lì, nonostante il risparmio di alcuni articoli venga annullato con altri prezzi più gonfi, arrivando a spendere addirittura di più. Per i sostenitori di questa teoria, sarebbe meglio girare tutti i negozi della zona, acquistando quel che costa meno.
Tutti concordi sul fatto che la spesa vada effettuata a stomaco pieno, mai quando si è affamati o negli orari di punta, in modo da potere ragionare con calma, acquistando solo il necessario, senza seguire lo stato d’animo del momento. Ancora meglio, per chi ha la possibilità di farlo, acquistare on- line direttamente a casa, evitando le tentazioni. Meglio frutta e verdura di stagione, più freschi e meno costosi, affettati e formaggi direttamente al banco, evitando confezioni già pronte, cibi precotti, pieni di conservanti e additivi chimici, facendo del bene alla propria salute e al proprio portafoglio. Se possibile, è preferibile rifornirsi alla spina per i detersivi, il caffè, i legumi, il riso ecc., scegliendo confezioni formato famiglia, verificando sempre il prezzo al chilo o al litro dei prodotti e soprattutto portando pochi contanti in tasca, poiché in momenti di grande affluenza, con pacchi della spesa al seguito e col caos, si rischia di perdere il portafogli. E’ opportuno leggere sempre attentamente l’etichetta riportata sulla confezione, per verificare il grado di riciclabilità dell’involucro esteriore e per conoscere bene gli ingredienti. In base alle norme comunitarie, il primo ingrediente che compare nell’elenco è quello presente in maggiori quantità, andando poi a scalare verso quelli utilizzati in misura minore. Occorre prestare attenzione alle informazioni complementari, che sono indice di serietà e qualità del cibo acquistato (devono essere riportate modalità o versione di utilizzo del singolo ingrediente, per cui non basta leggere “farina”, ma deve esserne specificato il tipo, ad es. di grano, di mais ecc.).
Particolare attenzione va poi posta sulle denominazioni riconosciute dall’Unione Europea, ovvero DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta) e alla denominazione commerciale del prodotto. Si può arrivare a risparmiare circa il 50%, evitando le grandi marche, dal momento che su quei prodotti si paga la pubblicità. Ce ne sono tanti di equivalente qualità, con costi notevolmente inferiori. La lista della spesa è molto di più di un promemoria da utilizzare per non dimenticarsi di comprare qualcosa al supermercato, per cui, è preferibile dividerla in categorie: es. alimentari e generi di prima necessità, sfizi da togliersi raramente, grandi acquisti. Tutto quel che non è compreso nella lista, evidentemente non corrisponde ad un nostro bisogno dell’ultimo periodo e se si avverte la tentazione di acquistarlo al supermercato, è perché il centro commerciale, grazie alle sue accurate strategie di marketing, ha fatto nascere un bisogno fasullo. Ben venga il tenersi aggiornati con i depliant e il conservare i coupons per gli sconti in modo da acquistare cibo a prezzo ridotto, ben vengano le carte fedeltà alimenti o sconto, per usufruire di ulteriori promozioni riservate ai titolari delle stesse; purché ad una condizione: mai strafare, acquistando più del dovuto.


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