Tecnologia – Il fenomeno Spotify festeggia un anno: ecco cos’è, e come funziona

spotifyOltre 65 milioni di ore di musica ascoltate, l’equivalente di più di 7.500 anni, e oltre 15 milioni di playlist create. Sono questi i numeri di Spotify in Italia a distanza di un anno dal lancio del popolare servizio streaming di musica nel nostro paese. In realtà la startup svedese Spotify AB, ha lanciato il prodotto già nel 2008, ma per il lancio “italiano” abbiamo dovuto attendere un po’.

Ma precisamente di cosa si tratta? Spotify è un servizio musicale che offre lo streaming on demand di una selezione di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti, incluse Sony, EMI, Warner Music Group e Universal. Il servizio ha circa 20 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo, ma non tutti possiedono la versione a pagamento. E’ possibile infatti usufruire di sei mesi di prova gratuita al momento dell’iscrizione, durante il quale l’utente può ascoltare una quantità illimitata di musica grazie alla pubblicità visiva e simil-radiofonica. L’abbonamento “Unlimited” rimuove la pubblicità e i limiti di tempo, mentre l’abbonamento “Premium” introduce ulteriori funzioni come lo streaming con maggiore bitrate (fino a 320 kb/s), l’accesso offline alla musica e le applicazioni mobili.

International Radio Exhibition Berlin IFA 2012“Il successo con cui Spotify è stato accolto in Italia ci ha accompagnati nel corso di tutto il primo anno e siamo entusiasti di avere avuto questa risposta da parte del mercato – dichiara Veronica Diquattro, Responsabile del Mercato Italiano di Spotify – Gli utenti italiani, infatti, si sono tuffati nel nostro catalogo di oltre 20 milioni di brani, scoprendo nuova musica, creando playlists e facendo di Spotify la colonna sonora della loro vita”.

“Oltre a rivoluzionare il modo di ascoltare musica – aggiunge – l’arrivo di Spotify in Italia ha dato un forte impulso all’industria musicale digitale, come evidenziano i dati Fimi. La musica digitale, infatti, mostra una crescita del 18% con un +182% segnato dai servizi di abbonamento in streaming che rappresentano complessivamente il 18% del segmento digitale. Crediamo fortemente che Spotify possa dare un grande contributo al mercato musicale, aiutando a combattere la pirateria e avvicinando sempre più utenti allo streaming e al consumo legale di musica. I dati mostrano chiaramente che in Italia siamo sulla strada giusta”.

Ma i problemi a Spotify non mancano. Il principale intoppo è la scarsa remunerazione che l’applicazione porta, specialmente per la sezione Free. Secondo un’innografia di David McCandless, un artista indipendente, su Spotify occorrono oltre quattro milioni di ascolti al mese per guadagnare 1160 $. Luke Lewis del NME evidenzia i problemi del modello di business di Spotify dicendo che è “convinto che la parte gratuita di Spotify sia insostenibile” e che se “Spotify vuole avere un futuro ha bisogno di un business percorribile”.