Tricomoniasi: cause, contagio, sintomi, fattori di rischio, diagnosi, cura e prevenzione

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TRICOMONIASILa tricomoniasi è una delle più comuni MST (malattie a trasmissione sessuale) al mondo: si stimano circa 200 milioni di contagi l’anno. CAUSA: E’ causata da un Protozoo, il Trichomonas vaginalis, un microrganismo che possiede di solito una forma a pera, con dimensioni medie di 7-10 mm., ma talvolta può raggiungere i 25 mm. di lunghezza, con 4 flagelli anteriori e un quinto flagello inserito in una membrana ondulante. Il parassita si attacca alle pareti vaginali, non penetra nei tessuti, ma provoca gravi alterazioni della flora batterica femminile, innalzando il PH e creano condizioni favorevoli per l’attacco di altri microrganismi nocivi. Le condizioni ideali per la sua proliferazione sono un PH vaginale tra 4,7 e 7,5, umidità e temperatura di 37°C, mentre al di fuori dell’organismo umano esso è non è particolarmente esistente se le condizioni ambientali non sono favorevoli. Il periodo di incubazione tra l’esposizione e l’infezione varia dai 5 ai 28 giorni. Infetta circa il 20% delle donne in età fertile, provocando vaginite, uretrite, talvolta cistite; mentre negli uomini è più difficile diagnosticarlo e in alcune zone può essere responsabile del 5-10% di tutti i casi si uretrite maschile (spesso gli uomini infettati asintomatici possono infettare i loro partner sessuali). Entrambi i sessi possono quindi essere infettati dalla tricomoniasi e molte persone infette sono asintomatiche.
TRICOMONIASI 2CONTAGIO: Il contagio avviene quasi sempre attraverso rapporti sessuali per via vaginale, oppure attraverso il contatto con asciugamani e biancheria intima (il parassita può vivere al di fuori del corpo fino a 45 minuti), mentre il neonato può essere contagiato durante il parto. SINTOMI: I sintomi più frequenti nelle donne sono: vulvovaginite acuta (infiammazione delle vulva e della vagina), perdite abbondanti (leucorrea) giallo verdastre e maleodoranti, che causano arrossamenti e forte prurito, leggero sanguinamento vaginale. Si associa spesso un coinvolgimento urinario: fastidio (disuria) e bruciori durante la minzione, minzioni troppo frequenti ( pollachiuria). Talvolta i sintomi sono più discreti: bruciori e prurito leggeri, dolore durante i rapporti sessuali. Negli uomini l’infezione è più silente. I sintomi possono includere: scarico del pene, formicolio o fastidio al pene, dolore o sensazione di bruciore durante o dopo la minzione, dolore o bruciore durante o dopo l’eiaculazione. FATTORI DI RISCHIO: Tra i fattori di rischio: rapporti sessuali non protetti, storia di altre malattie sessualmente trasmissibili (gonorrea, sifilide, infezione da clamidia e HIV), rapporti sessuali con più partner, rapporti sessuali con un partner che ha rapporti sessuali multipli con partner diversi, disturbi o deficit del sistema immunitario. Le donne gravide affette da tricomoniasi possono partorire prematuramente, avere un bambino con un basso peso alla nascita, trasmettere l’infezione al neonato durante il passaggio attraverso il canale del parto. Avere la tricomoniasi renderebbe più facile per le donne essere infettate da HIV.

TRICOMONIASI 3DIAGNOSI: La diagnosi di tricomoniasi si basa, per le donne, sull’esame di un campione di secrezione vaginale al microscopio, per gli uomini sulla raccolta di un campione di secrezione uretrale preferibilmente al mattino, quando essa è più abbondante. Il materiale raccolto viene analizzato immediatamente, eseguendo analisi concomitanti per escludere la presenza di altre malattie sessualmente trasmissibili. In entrambi i sessi, la tricomoniasi può essere diagnosticata con la raccolta del primo getto d’urina, che viene centrifugato e analizzato al microscopio ottico; oppure i campioni vengono sottoposti a coltura microbiologica, che richiede però più tempo per la diagnosi. CURA: Il trattamento si basa sulla somministrazione di metronidazolo, un farmaco molto attivo sui parassiti come il Trichomonas vaginalis e su alcuni tipi di batteri. L’assunzione del farmaco, non indicato in gravidanza, può provocare nausea o lasciare in bocca un retrogusto metallico, per cui va assunto dopo aver mangiato. Durante il trattamento non vanno assunti alcolici, che aumentano notevolmente la sensazione di nausea e/o vomito e tutti i partner sessuali devono seguire la terapia contemporaneamente, astenendosi da rapporti sessuali fino al completamento della terapia e alla scomparsa dei sintomi. PREVENZIONE: La possibilità di non infettarsi con la tricomoniasi può essere ridotta evitando comportamenti sessuali a rischio, per cui occorre: usare profilattici di lattice o di poliuretano durante i rapporti sessuali, limitare il numero di partner sessuali, se si ha il sospetto di avere una MST, astenersi dai rapporti sessuali, informare i partner dell’eventuale diagnosi di una MST, prestare attenzione all’igiene della propria biancheria e dei propri affetti personali, specie in luoghi affollati (es.palestra), evitando lo scambio di asciugamani e salviette.