Valanghe sulle Alpi: la neve distrugge il rifugio Petrarca, era già successo nel 1931

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rifugio PetrarcaUna valanga ha distrutto il rifugio Petrarca, a 2.875 metri, in Alto Adige. “La slavina ha trascinato via meta’ edificio”, racconta desolata la gestrice Christa Anna Fontana. Il rifugio, conosciuto in tedesco come Eisjoechlhuette oppure Stettiner Huette, e’ situato sulla cresta tra la val Passiria e la val Senales e risale alla fine dell’800. Il rifugio in questo periodo dell’anno e’ disabitato. E’ stato il Servizio prevenzione valanghe della Provincia autonoma di Bolzano a scoprire il fatto durante un volo di controllo con l’elicottero. In quota attualmente ci sono circa 3,8 metri di neve. Il manto nevoso e’ molto instabile a causa delle condizioni meteorologiche particolari. Il pericolo valanghe e’ troppo alto per consentire un sopralluogo. “La situazione e’ davvero drammatica”, conferma Fontana.

Non e’ la prima volta che una valanga ha gravemente danneggiato il rifugio Petrarca all’Altissima, importante meta per escursionisti di alta quota tra le val Passiria e la val Senales. Gia’ nel 1931 una slavina aveva distrutto la struttura. Costruita tra il 1895 e il 1897 dalla sezione Stettin del club alpino austro-tedesco Doeav, l’edificio e’ stato ampliato due volte, nel 1900 e nel 1913. Sotto il fascismo, nel 1922, il rifugio e’ stato espropriato e affidato prima al Cai di Padova e poi a quello di Merano. Durante il periodo degli attentati in Alto Adige, tra il 1965 e il 1976, il rifugio e’ stato utilizzato dall’esercito italiano per la sua vicinanza con il confine austriaco. Nel 1992 e’ stato costruito l’attuale edificio, distrutto ora dalla valanga. Nel 1999 la proprieta’ e’ passata alla Provincia autonoma di Bolzano e in futuro, come altri 24 rifugi, dovrebbe essere gestite assieme dal Cai e dal club alpino altoatesino Avs.

MASSIMA ALLERTA IN ALTO ADIGE – Rimane in Alto Adige un livello di attenzione sul pericolo valanghe, frane e smottamenti. Questo quanto comunica il direttore del centro funzionale provinciale della Protezione civile, Hanspeter Staffer, dopo essersi consultato con gli esperti per fare un quadro sulla situazione attuale e sugli sviluppi pronosticati in previsione del fine settimana con ulteriori precipitazioni. Benche’ il bollettino speciale non riporti alcuna particolarita’, devono essere tenute sotto attenta osservazione le precipitazioni previste per il fine settimana e lunedi’ prossimo. Attualmente anche una quantita’ di neve fresca tra 10 e 20 cm potrebbe provocare conseguenze problematiche, riferisce Werner Verant, del servizio meteo della Provincia. In dettaglio tra oggi pomeriggio e la notte prossima sono previsti dai 10 ai 20 cm di neve fresca nelle zone di ristagno a sud. Il limite delle nevicate varia tra i 700 e 1.000 metri di altitudine. Lo stesso scenario meteorologico si ripete da sabato sera fino a domenica in mattinata. Un terzo evento di precipitazioni secondo le previsioni attuali dovrebbe verificarsiper la notte tra lunedi’ e martedi’. In quell’occasione potra’ cadere un po’ di neve in piu’, dai 15 ai 30 cm. Durante il volo di ricognizione degli esperti valanghe sono stati accertati pendii saturi, percio’ domani, sabato 9 febbraio,molto probabilmente il grado di pericolo in zona Ortles e Val D’Ultimo dall’attuale 3 (marcato) sara’ alzato a 4 (forte). Il rifugio Petrarcaall’Altissima (Stettiner-Hutte) e’ stato in gran parte distrutto da una valanga. L’aspetto geologico della situazione attuale richiede un’osservazione minuziosa. Anche nel fondovalle i pendii sono saturi. Si verificano tante frane, anche di dimensioni piccole. I geologi provinciale per il fine settimana sono in servizio reperibilita’, perche’ a causa delle ulteriori precipitazioni possono aumentare gli eventi franosi. La ripartizione opere idrauliche tiene sotto controllo tutti i ruscelli e fiumi, che ora non destano preoccupazione. Un’osservazione piu’ attenta richiedono le opere antivalanghe, che in parte sono gia’ stracolme di neve senza poter contenerne altra. Il corpo permanente dei vigili del fuoco riferisce di tanti interventi. I contadini rimasti sui masi isolati, per poter accudire il bestiame vengono assistiti dai volontari del luogo, per quanto possibile. L’intervento del corpo permanente dei vigili del fuoco nel Bellunese si conclude stasera. Alcuni volontari della Val Badia sono accorsi nella regione ad Arabba per dare una mano. La centrale viabilita’ da seguente immagine della situazione: la corsia sud del Autobrennero rimane chiusa tra il km 69 al km 74. La deviazione passa sulla corsia nord. La strada per il passo Mendola rimarra’ chiusa fino almeno mercoledi’ (12 febbraio). Dettaglio interessante: da Natale in Alto Adige, a secondo della zona, sono stati misurati dai 130 ai 370 mm di precipitazioni. Il valore massimo riguarda la zona dell’Ortles, la Val d’Ultimo, la Val Passirio, il Brennero e la valle Aurina, i valori minimi invece l’Alta Val Venosta e la Valle d’Isarco.