Nei giorni scorsi, durante il weekend, una serie di violentissime mareggiate, con onde gigantesche alte fino a più di 9-10 metri, ha duramente flagellato le coste atlantiche di Inghilterra, Irlanda meridionale, Francia e Spagna settentrionale, cagionando enormi danni. In qualche caso, lungo le coste di Cornovaglia, Bretagna, Vandea e Paesi Baschi si sono abbattute ondate davvero maestose, con “Run-Up” di oltre i 10 metri, che hanno sommerso con spruzzi bianchi, alti più di 20 metri, molti fari e il muro frangiflutti all’ingresso del porto di Santander.
La poderosa mareggiata, proveniente dal vicino Atlantico, ha anche richiamato la curiosità di decine di persone che si sono appostate sulle rispettive scogliere di Cornovaglia, Bretagna e Paesi Baschi, riprendendo, con centinaia di video e fotografia, la furia dell’Atlantico in tempesta. Alcune di queste foto, scattate dall’alto, sono veramente impressionanti e mettono in evidenza come può essere pericolo l’oceano quando diviene molto grosso (forza 8 Douglas), o addirittura tempestoso (forza 9 Douglas). Le grandi ondate, anche in questo caso, sono state sollevati dai fortissimi venti di tempesta, da Ovest, O-NO e NO, che per oltre 48 ore hanno spazzato il tratto di oceano ad ovest dell’Irlanda e a nord del Golfo di Biscaglia, con raffiche che hanno toccato e superato picchi di 140-150 km/h (secondo anche la ricostruzione dell’Ascat).
Questi venti di tempesta si sono attivati lungo il margine sud-occidentale di una profondissima depressione extratropicale che dal tratto di oceano a sud dell’Islanda si è rapidamente spostata in direzione delle coste occidentali scozzesi, con un minimo barico al suolo molto profondo, sceso sotto i 950 hpa. Questa profonda circolazione depressionaria, alimentata lungo il bordo occidentale sia dal “getto polare” che dalla discesa di masse d’aria fredda di origine polare marittima, si è contrapposta al solidissimo anticiclone delle Azzorre, il quale ha continuato a mantenere il proprio baricentro a ridosso dei 35° di latitudine nord, con massimi barici di oltre i 1035 hpa in mezzo all’Atlantico. Le strettissime isobare cicloniche legandosi parzialmente al bordo più orientale dell’anticiclone oceanico, ubicato nel cuore dell’Atlantico centro-settentrionale, hanno eroso parte della figura anticiclonica in mezzo all’Atlantico, determinando una fortissima compressione del “gradiente barico orizzontale” tra l’Atlantico britannico e quello francese, dove si sono attivati venti piuttosto tempestosi, da NO e O-NO, che hanno dominato la scena lungo tutto il settore post-frontale dell’intera depressione extratropicale. Qui i venti molto forti, localmente anche violenti, agendo su un ampio tratto di oceano, hanno reso l’oceano da molto grosso (forza 8 Douglas) tempestoso (forza 9 sulla scala Douglas), generando onde alte più di 10-12 metri che si sono propagate molto rapidamente verso est, estendendosi in direzione della Cornovaglia, e delle coste di Bretagna, Vandea, fino alle Asturie e coste dei Paesi Baschi, dove sono sopraggiunte ondate molto alte, con “Run-Up” superiori ai 8-9 metri.

Queste ondate, spingendosi verso sud-est, fino alle coste dei Paesi Baschi e il mare Cantabrico, si sono abbattute con tutta la loro forza, con spettacolari spruzzi che si sono alzati per decine di metri sopra le scogliere. Purtroppo non sono mancate neppure le disgrazie, come in Galizia, dove un ragazzino di 15 anni, mentre era in bicicletta su un molo, è stato trascinato via da una violenta ondata. A dare l’allarme è stata la guardia costiera spagnola, in un Tweet, mentre continuano le ricerche del ragazzo. Nei Paesi Baschi, le onde hanno invaso le strade della città turistica di San Sebastian, allagandola completamente. Qui le imponenti ondate hanno completamente sommerso l’area del lungomare della città basca, causando danni davvero ingenti. Ma anche le zone costiere attorno la città di Santander sono state duramente colpite dalla forza devastante delle onde dell’Atlantico, che in qualche caso sono riuscite ad inondare i centri abitati limitrofi alla costa, causando tanti disagi alla popolazione. Ma le forti mareggiate, oltre alle coste della Galizia, tradizionalmente esposte alle furiose tempeste oceaniche provenienti da Ovest, hanno flagellato pure i litorali del Portogallo settentrionale, con ondate alte più di 6-7 metri. Particolarmente colpita è risultata la costa nei pressi di Praia do Norte, fuori dalla città di Nazare, dove l’oceano in tempesta ha dato il meglio di se, sfornando cavalloni alti come palazzi che si sono infranti rumorosamente, e con impressionanti colpi di mare, sul rispettivo litorale che ha subito pure una forte erosione. Le ondate, alte fino a 10 metri, hanno cominciato a scadere dal pomeriggio di ieri, indebolendosi in modo rapido, specie lungo le coste della Galizia e dei Paesi Baschi. Ma nei prossimi giorni, in questi stessi paesi già duramente flagellati, arriveranno nuove potenti tempeste oceaniche che saranno in grado di produrre altre forti mareggiate, specie lungo le coste dell’Irlanda meridionale, Cornovaglia e Bretagna. Entro mercoledì il passaggio di una profondissima “depressione-uragano” attiverà venti di tempesta, da S-SO e SO, che dal vicino Atlantico si spingeranno verso l’Irlanda meridionale e il sud dell’Inghilterra, sollevando onde davvero imponenti che attiveranno nuove spettacolari mareggiate sulle coste dell’Irlanda meridionale, Cornovaglia e Bretagna, con “Run-Up” capaci di superare picchi di oltre gli 8-9 metri. Purtroppo queste tempeste, giorno dopo giorno continueranno ad erodere le coste di Irlanda, Scozia, Inghilterra, Francia e Spagna settentrionale, creando enormi disagi e purtroppo danni ingenti nei vari centri abitati ubicati in prossimità della linea di costa.
E nei prossimi giorni e settimane l’Atlantico continuerà, senza sosta, a creare nuove profondissime depressioni extratropicali accompagnate da ampi sistemi frontali e venti tempestosi pronti a spazzare le Isole Britanniche e il nord della Francia. Questa situazione, piuttosto anomala per l’inverno, è strettamente connessa ad un tipo di assetto configurativo, da “AO” e “NAO” positivi, che tende ad intensificare notevolmente il “gradiente barico orizzontale” (notevolissimi divari pressori fra l’Islanda e le isole Azzorre) lungo tutto il medio-alto Atlantico, dove si viene a creare un fitto groviglio di isobare fra la profonda depressione islandese, che domina sull’Atlantico settentrionale, e il promontorio anticiclonico azzorriano, disteso in modo zonale sull’Atlantico centro-settentrionale, con massimi barici al suolo posizionati fra i 30° e i 35° di latitudine nord. Questa fitta contrapposizione barica fra l’alta pressione delle Azzorre e la depressione (semi-permanente) d’Islanda, è all’origine delle frequenti tempeste oceaniche che negli ultimi mesi hanno flagellato le Isole Britanniche, ed in misura minore pure la Spagna, Francia, il Belgio e l’Olanda, con venti a tratti anche violenti, che hanno oltrepassato la soglia dei 140-160 km/h.


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