Abruzzo, acqua contaminata per 700mila persone nel pescarese: colpa della megadiscarica di Bussi

Discarica Bussi:ISS choc,acqua contaminata per 700milaUn’area abitata da circa 700mila persone, in Abruzzo, è stata avvelenata dai veleni della discarica di Bussi. Sono questi i dati impressionanti che emergono dalla relazione dell’Istituto Superiore di Sanità. “L’acqua contaminata da sostanze di accertata tossicità è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila consumatori, senza limitazioni d’uso e di controllo anche per fasce a rischio di popolazione, utenze sensibili come scuole e ospedali”, c’è scritto nella relazione. Dati che fanno rabbrividire e che sono frutto di analisi sulle acque campionate in punti anche molto distanti fra loro, da Popoli a Chieti, prelevati dagli acquedotti locali e non solo. “La qualità dell’acqua è stata indiscutibilmente significativamente e persistentemente compromessa”, prosegue la Relazione dell’ISS depositata agli atti del processo di Chieti dove sono sotto processo i vertici di Montedison e Solvay con oltre 20 indagati dopo l’inchiesta del Corpo Forestale. Il guasto “per effetto dello svolgersi di attività industriali di straordinario impatto ambientale in aree ad alto rischio per la falda acquifera e per le azioni incontrollate di sversamento”, spiega il documento.

L’area di Bussi, in Abruzzo, in una cornice paesaggistica stupenda situata a cavallo fra le dorsali del Gran Sasso e della Majella, è stata teatro negli ultimi decenni di uno dei più gravi e scellerati attentati ambientali mai avvenuti in Italia. Tutta colpa, secondo l’accusa, di grosse industrie chimiche quali la Montedison (oggi sotto processo) e la Solvay, che rilevò nel 2002 gli impianti.

Nella valle del Tirino, piena di acqua e di bellezze naturali, fin dagli anni sessanta è stato compiuto un enorme scempio ambientale con lo sversamento di enormi quantità di rifiuti tossici che hanno alterato pesantemente la qualità delle falde idriche e danneggiato irrimediabilmente i terreni in un ampio raggio