Aereo scomparso, nell’oceano Indiano arriveranno sottomarini per ulteriori ricerche “ma ora è ancora presto”

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aereoNelle ricerche dell’aereo di Malaysia Airlines scomparso l’8 marzo sono state condotte “analisi mai fatte in precedenza in indagini del genere“. Lo ha detto il premier malese Najib Razak in conferenza stampa. Ha spiegato che i calcoli fatti sulla base di queste analisi hanno permesso di “concludere che l’aereo si è rivolto verso la parte meridionale dell’Oceano indiano” e che qui “ha finito il proprio volo“. Ha detto che “è stata gettata nuova luce sulle immagini dei pezzi” individuati sulla superficie dell’oceano e ha descritto il luogo come “molto remoto, lontano dalla vista dalla terraferma“. Il premier ha inoltre annunciato per domani una nuova conferenza stampa.

I CALCOLI INNOVATIVI – Il gestore di satelliti “Inmarsat e l’Aaib (Air Accidents Investigation Branch – Ufficio britannico d’inchiesta sugli incidenti aerei) hanno concluso che il volo Mh370 ha attraversato il corridoio sud e che nella sua ultima posizione si trovava nel mezzo dell’Oceano Indiano“, secondo un comunicato della Malaysia Airlines. La compagnia malese ha aggiunto: “Le nostre preghiere vanno ai nostri e vostri cari, ai 226 passeggeri e ai 13 dei nostri amici e colleghi in questi momenti atroci e dolorosi“. I calcoli fatti porterebbero a una zona situata “a ovest di Perth“, la grande città sulla costa ovest dell’Australia, dalla quale, dal 20 marzo, sono partite vaste ricerche aeree e navali per ritrovare la carcassa del boeing. La Malaysia Airlines ha informato i familiari dell’avvenuta scomparsa del velivolo via sms, secondo la Bbc, che ha pubblicato il testo del messaggio: “Siamo profondamente dispiaciuti di ritenere che oltre ogni ragionevole dubbio l’Mh370 è scomparso e che nessuno dei passeggeri a bordo è sopravvissuto… Dobbiamo accettare che tutte le prove fanno ritenere che l’aereo è precipitato nell’Oceano Indiano meridionale“.

“TROPPO PRESTO PER LE RICERCHE SOTTOMARINE” – E’ troppo presto per l’invio di un sottomarino alla ricerca dei rottami del Boeing 777 scomparso l’8 marzo scorso e finito nell’Oceano indiano meridionale. Lo ha riferito lo staff di francesi coinvolti nell’indagine. L’area in cui e’ precipitato, ha sottolineato la Bea (l’autorita’ di sicurezza dell’aviazione nazionale di Parigi), e’ “troppo vasta per poter considerare al momento la possibilita’ di ricerche sottomarine“.