Troppa acqua viene usata in Europa per produrre energia elettrica ed ancora troppo ridotto è il settore industriale dell’eolico. Questa l’analisi dell’Ewea, l’associazione europea dell’industria eolica, secondo la quale il 44% di tutta l’acqua usata in Europa viene consumata per produrre energia, cioè per far funzionare le centrali nucleari, a carbone, a gas.
Nel programmare la politica energetica del futuro, dunque, si dovrà tenere conto anche di questo parametro, vista l’importanza del fattore acqua. Nel 2007 almeno l’11% della popolazione europea ha sofferto per la scarsità d’acqua ed il futuro non si annuncia più roseo.
Nelle proiezioni sui cambiamenti climatici infatti i prossimi decenni potrebbero vedere il vecchio continente sempre più a rischio siccità.
Le centrali che consumano più acqua sono le nucleari (per ogni MWh ne consumano 2,7 metri cubi), seguite dagli impianti a carbone che utilizzano 1,9 metri cubi per un MWh, mentre le centrali a gas limitano l’uso dell’acqua a 0,7 metri cubi per MWh. Già nel 2012, riporta l’Ewea nel suo ultimo rapporto, l’uso dell’energia eolica ha permesso di risparmiare 1,2 miliardi di metri cubi d’acqua spendendo 2,4 miliardi di euro in meno. Il potenziale dell’energia eolica a livello di efficienza idrica appare evidente negli scenari delineati dalla Commissione europea nella sua roadmap al 2050 per l’energia. Nel 2030, in uno scenario come quello attuale, l’uso dell’eolico farà risparmiare 4,3 miliardi di metri cubi d’acqua pari a 11,8 miliardi di euro. Se si dovesse investire di più sulle rinnovabili il quadro darebbe ancora migliori risultati. Il risparmio d’acqua salirebbe a 6,4 miliardi di metri cubi equivalenti a 17,4 miliardi di euro.
I maggiori detrattori dell’eolico fino ad oggi sono gruppi locali che protestano contro la modificazione del territorio (le pale eoliche in certi posti vengono giudicate brutte) ed altri contro l’uccisione degli uccelli, che restano intrappolati nelle pale.
Si tratta di “contro” immediatamente visibili, mentre sono meno evidenti ma ben più impattanti a livello globale le emissioni di CO2 e l’utilizzo di ingenti quantità d’acqua per produrre energia.


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