I dati di qualita’ dell’aria del 2013 registrati nelle stazioni di monitoraggio del quartiere Tamburi di Taranto e in altri siti non collocati all’area industriale, rivelano un decremento degli inquinanti provenienti dall’Ilva e alle altre aziende dell’area industriale. E’ quanto emerge dalla relazione del direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato. ”Le concentrazioni annuali di Pm10 misurate nelle centraline della qualita’ dell’aria della citta’ di Taranto – si legge nella relazione – mostrano livelli paragonabili negli anni, in decremento a partire dal 2012 nelle stazioni del quartiere Tamburi”. Decremento che riguarda anche i livelli di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) totali e di Benzo(a)pirene. ”Per quest’ultimo inquinante, che per la prima volta nel 2013 non supera il valore obiettivo pari a 1 ng/m3, si registrano valori raffrontabili nei diversi siti in cui viene monitorato. In assoluto le concentrazioni di Benzo(a)pirene registrate a Taranto appaiono comparabili, se non inferiori, a quelle rilevate nella maggior parte dei siti italiani in cui viene monitorato”. L’unico inquinante che ”mostra un leggero incremento nel 2013 in via Machiavelli e’ rappresentato dal benzene, i cui livelli restano comunque molto al di sotto del valore limite annuale pari a 5 mg/m3”. Per quanto riguarda la rete Ilva, ”i dati mostrano concentrazioni di inquinanti in Cokeria nettamente superiori a quelli rilevati nelle altre cabine”. L’unica eccezione e’ costituita ”dagli Ipa totali, che nel sito di Tamburi mostrano valori maggiori rispetto alla cokeria e maggiori rispetto alla centralina di Machiavelli situata nelle vicinanze”. Nel mese di febbraio 2014 nelle stazioni Cokeria e Tamburi e’ stato campionato, oltre al PM10 e al PM2.5, anche il PM1. ”Al contrario delle frazioni PM10 e PM2.5, le cui concentrazioni risultano piu’ elevate in Cokeria rispetto che a Tamburi – viene evidenziato nelle relazione di Arpa Puglia – le particelle ultrafini (PM1) hanno mostrato valori paragonabili nei due siti, con concentrazioni spesso piu’ elevate a Tamburi”. E’ presumibile, secondo il direttore Assennato, ”che le particelle ultrafini, emesse alle alte temperature proprie del processo di cokefazione, si disperdano per moto convettivo in atmosfera maggiormente rispetto a quelle piu’ pesanti, non ricadendo quindi nell’immediato intorno ma andando a fenomeni di trasporto condizionati dalla fisica dell’atmosfera. Tale comportamento potrebbe essere alla base della circostanza che vede valori di Ipa totali piu’ elevati a Tamburi che non in Cokeria”.
ARPA: migliora la qualità dell’aria a Taranto nel 2013


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