L’asteroide 2014 Dx 110 passerà oggi ad appena 345.000 km dalla Terra (più vicino dunque di quanto non sia la Luna, che dista dalla Terra 384.403 chilometri), senza che vi sia alcun rischio di impatto con il nostro pianeta: abbastanza vicino tuttavia perché la NASA lo qualifichi come potenziale minaccia.
Nonostante il diametro ridotto – 30 metri – l’asteroide, scoperto il 28 febbraio scorso, sarà visibile telescopicamente e il perigeo dovrebbe essere raggiunto alle 22.06 ora italiana. Il suo passaggio è, secondo gli esperti, un record storico, poiché rientra fra i 200 più ravvicinati avvenuti dall’inizio del ‘900.
Le previsioni su quali oggetti possano in futuro rappresentare un pericolo è molto difficile, così come ogni eventuale intervento dato lo scarso preavviso: a causa della bassa albedo (capacità di riflessione) della loro superficie gli asteroidi sono di norma virtualmente invisibili agli strumenti ottici (a meno che non si trovino a passare davanti a un corpo luminoso) e troppo piccoli per causare effetti gravitazionali osservabili. La collisione di un asteroide di dimensioni significative (oltre 45 metri di diametro) è comunque un evento raro – circa 3 ogni 1000 anni – ma potenzialmente in grado di causare gravi disastri naturali. Al momento la NASA ha identificato solo 5 oggetti sufficientemente massicci da costituire un rischio e con una possibilità di collisione superiore a una su un milione: in particolare vengono tenuti d’occhio un asteroide del diametro di 130 metri con una probabilità su tremila di colpire la Terra nel 2048 e soprattutto “Apophis”, con una possibilità su 43mila di collisione nel 2029 e nei successivi passaggi del 2036, 2037 e 2069.


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