Astronomia, risveglio del “modulo Philae”: parla Amalia Ercoli Finzi, la “mamma” del progetto

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Spazio/ Il modulo Philae si risveglia, parla la "mamma" del progetto“Oggi è stata una grande giornata e grande è la soddisfazione per la felice riuscita di un nuovo importante passo verso la discesa di Rosetta sulla cometa. Tra pochi mesi Sd2 inizierà a lavorare per prelevare i campioni di suolo cometario e distribuirli agli strumenti che devono analizzarli: il conto alla rovescia è incominciato”. A parlare è Amalia Ercoli Finzi, docente del Politecnico di Milano, la scienziata italiana che ha creato Sd2, il trapano Made in Italy realizzato dalla Selex Galileo, che nel novembre 2014, per la prima volta nella storia, trapanerà il suolo di una cometa, la P67/Chueyumov-Gerasimenko.
Avverrà dopo l’atterraggio di Philae, il lander della sonda dell’Esa (Agenzia spaziale europea), Rosetta, risvegliatosi il 28 marzo 2014 alle 6:00 Utc (le 7 del mattino in Italia), dopo 39 mesi di ibernazione.
“L’Italia con l’Asi (Agenzia spaziale italiana) – spiega la professoressa Finzi – ha contribuito in modo determinante a questa missione straordinaria dalla quale ci aspettiamo molto in termini di conoscenza e che potrebbe anche rivelarci se siamo figli delle stelle”.
rosettaLe prime osservazioni scientifiche di Philae saranno svolte a partire da agosto 2014, durante la fase finale di avvicinamento alla cometa della sonda madre Rosetta, dopo un viaggio di oltre 10 anni, iniziato con il lancio del 2 marzo 2004. La polvere prelevata da Sd2 a oltre 200 gradi sotto zero, dopo l’atterraggio sul nucleo del corpo celeste per essere analizzata verrà scaldata in fornetti tra i 120 e gli 800 gradi, a seconda delle necessità, utilizzando una potenza di soli 9 Watt, la stessa di una lampadina da albero di Natale. La speranza è trovare tracce di molecole organiche. “Non ne sarei sorpresa – ha spiegato a TM News Amalia Ercoli Finzi – perché sarebbe una conferma che non siamo soli nell’Universo e che la vita viene disseminata e com’è arrivata sulla Terra potrebbe essere arrivata da tante altre parti, quindi non siamo soli nell’Universo”. La missione di Rosetta, promossa e finanziata dall’Asi, rappresenta un fiore all’occhiello dell’industria aerospaziale italiana, esempio di eccellenza nel mondo. Nei giorni scorsi, prima di Philae, si sono “risvegliati” anche altri due strumenti. Il Giada, realizzato da un consorzio guidato dall’Università di Napoli Parthenope e da Inaf, incaricato di misurare numero, massa, quantità di moto e distribuzione di velocità dei grani di polvere emessi dal nucleo della cometa P67/Chueyumov-Gerasimenko e Osiris, l’Optical spectroscopic and infrared remote imaging system, sviluppata sotto la leadership del Max-Planck-Institut, anch’esso con una forte partecipazione italiana. “Per quel che riguarda Philae – ha spiegato Mario Salatti di Asi, co-project manager nel consorzio internazionale che ha sviluppato il lander di Rosetta – la procedura standard di “risveglio” prevede che il lander venga riscaldato mediante gli heater posti al suo interno per il periodo necessario (alcune ore) affinché si raggiungano le minime temperature operative. Da terra si invia sul computer di bordo una nuova versione del software che è stata testata con molta attenzione negli ultimi mesi presso il Lander control Center (Lcc) che ha sede a Colonia”. “Questo software – ha concluso Salatti – è stato progettato per permettere a Philae di operare nell’ambiente inospitale del nucleo della cometa”. In questo modo si conclude la prima fase di commissioning del lander e Philae verrà spento nuovamente. Altri tre blocchi di istruzioni verranno inviate a bordo del lander nei prossimi giorni per verificare lo stato di salute dei 10 strumenti scientifici e dei sottosistemi che lo compongono.