Bolivia: i metodi “popolari” di previsione meteo dei contadini nel fragile ecosistema delle Ande

Bolivia Climate Change IndicatorsPer secoli, i contadini del fragile ecosistema delle Ande hanno osservato il comportamento di piante e animali per capire cosa piantare e quando. Gli andini per esempio credono che se i giunchi seccano in tarda estate, si prospetta un periodo senza pioggia, oppure se la volpe delle Ande fa la sua apparizione, ciò significa piogge abbondanti.

Eppure, a causa dei cambiamenti climatici, questi metodi antichissimi di previsione meteo diventano sempre meno affidabili, mettendo in pericolo i raccolti in una regione dove la vita è sempre più difficile.

Bolivia Climate Change IndicatorsGli esperti possono anche ridere di questi metodi popolari, ma gli uomini e le donne che popolano le altitudini boliviane continuano ad affidarsi a questi indicatori e addirittura il governo boliviano li ha incorporati nei report climatici che vengono forniti ai contadini in mancanza di dati dalle stazioni meteorologiche.

Secondo me funzionano,” sostiene Francisco Condori, esperto di questa “saggezza meteo popolare”. Condori, sottolinea che, ad esempio, gli uccelli “quilli quilli” tipici della zona, stanno costruendo i propri nidi sempre più in alto: “Quest’anno hanno iniziato a costruire i nidi a 40 cm dal livello del mare. Poi li hanno distrutti e ricostruiti due volte, fino a raggiungere il doppio dell’altezza originale. Sapevamo così che stava per piovere molto,” dichiara. Ed è quello che è successo: molti fiumi in Amazzonia hanno straripato, sommergendo centinaia di case.

Bolivia Climate Change IndicatorsLa Bolivia si affida ad un sistema di informazione meteorologica molto debole (solo 50 stazioni meteo in tutto lo Stato). Secondo Condori, i “bio-indicatori” che segue hanno aiutato a ridurre le perdite in termini agricoli del 40% a Cutusuma e nelle comunità circostanti: questi indicatori sono catalogati in un registro detto “Pachamama” cioè Madre Terra.

Le comunità tengono costantemente aggiornato questo registro, sopratutto da settembre a novembre, quando finisce la stagione di siccità e i contadini devono sapere cosa piantare, quando inizierà la pioggia e quando durerà. Se la pavoncella depone le uova in un campo arato, ciò si ritiene sia indice di un anno di aridità; se le macchie sulle uova sono grandi si piantano le patate, altrimenti la quinoa.

Leggere questi indicatori diventa però sempre più difficile, perché il cambiamento climatico altera ogni cosa, dal meteo al comportamento animale, ma non vi sono studi scientifici che attestino queste variazioni. “E’ certo che questi fenomeni meteo stiano avvenendo in un’atmosfera che si è riscaldata di 0.8°C dalla fase pre-industriale,” sostiene Dirk Hoffmann, tedesco a capo del Bolivian Mountain Institute. “Infatti le osservazioni degli indigeni locali coincidono con i dati scientifici che mostrano che la stagione delle piogge è meno prevedibile e che inizia più tardi.”