Clima, ESA: il programma “Earth Explorer” per conoscere la Terra dallo spazio

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2014030503001710037Tra gli obiettivi dell’Esa c’e’ quello di aumentare le conoscenze sui cambiamenti climatici e di istituire programmi per un accurato monitoraggio della Terra. Da questo impegno e’ nato il programma Earth Explorer, che prevede il lancio di otto satelliti tra il 2009 e il 2013. Questi satelliti contribuiranno alla ricerca sul riscaldamento globale misurando diversi aspetti climatici, come il ciclo idrologico, i ghiacci terrestri e l’atmosfera. CarbonSat e’ uno dei due candidati per diventare l’ottavo satellite del progranna Esa Earth Explorer. La missione CarbonSat e’ ‘in ballottagio’ con l’altro candidato, la missione Fluorescence explorer (Flex, per il monitoraggio globale dello stato stazionario della fluorescenza della clorofilla nella vegetazione terrestre).
Il satellite CarbonSat, sfruttando l’impronta spettroscopica di anidride carbonica e metano, visualizza questi due potenti gas a effetto serra ad alta risoluzione. Per la prima volta potrebbe poi aiutare sbrogliare la matassa facendo chiarezza su quale sia la quota di questi gas serra generata da fonti naturali, come gli incendi delle foreste o lo scioglimento del permafrost, quale sia la quantita’ assorbita dalle piante, e quanta sia invece la quota prodoitta dalle attivita’ industriali e umane in generale.
201403050300171003701CarbonSat, capace di imaging spaziale altamente dettagliato e dotato di uno spettrometro ad assorbimento, si focalizzera’ su processi di feedback su piccola scala, ad esempio nei pressi di citta’ o aree industriali. Il metodo di visualizzazione di CarbonSat sta affrontando dei test usando un sensore aviotrasportato chiamato Mamap, sviluppato dall’Universota’ di Brema, in Germania, e dal Centro ricerca per le scienze della terra Gfz, il centro di riferimento tedesco per il settore. Il Mamap usa un’accurata tecnologia di spettroscopia ad assorbimento solare, la stessa che potrebbe essere utilizzata da CarbonSat. Attualmente Mamap sta testando il sensore misurando le concentrazioni atmosferiche di CO2 e metano dei pozzi di ventilazione delle miniere di carbone in Germania. Mentre il sensore del Mamap rileva le concentrazioni in atmosfera, un altro strumento su un secondo aereo vola attraverso i pennacchi di gas per effettuare misure in situ da usare per un confronto tra i dati.
“Questo nuovo tipo di osservazione ad alta risoluzione potrebbe dare un contributo unico e significativo ai futuri sistemi di osservazione del carbonio- dice Yasjka Meijer, scienziato della missione CarbonSat- significa che noi, dallo spazio, saremo in grado di distinguere tra i flussi derivanti da fonti naturali e quelli da attivita’ umane”. Mamap svolgera’ un ulteriore ciclo di test la prossima estate, stavolta in California, su terra e mare.
Un workshop sugli ultimi sviluppi nella misurazione dei gas serra dallo spazio si terra’ tra il 5 e il 7 maggio al Centro tecnico Esa di Noordwijk, nei Paesi Bassi.