Clima, gli esperti sul nuovo rapporto IPCC: “conseguenze ormai inevitabili”

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Oklahoma-Tornado-May-20-20131Il futuro e’ gia’ iniziato perche’ gli impattti del cambiamento climatico “ci stanno gia’ colpendo”. E questi impatti “ci colpiranno ancora” nei prossimi anni anche se “si stanno mettendo in campo, e si metteranno in atto sempre piu'”, politiche globali di mitigazione di riduzione delle emissioni di gas serra. E’ questo “il messaggio fondamentale” del Rapporto dell’Ipcc diffuso oggi secondo l’analisi degli esperti italiani dell’International Center for Climate Governance, Francesco Bosello (membro del Cmcc-Feem e Contributing author proprio dell’Ipcc Wg2 Ar5), Sergio Castellari, (Cmc e Focal Point per l’Italia dell’Ipcc), e Riccardo Valentini (Cmcc-Ipcc Wg2 Ar5 Coordinating Leading Author). Il clima che cambia sta inoltre colpendo in “maniera diversificata le diverse regioni del pianeta” e gli effetti “si stanno gia’ facendo sentire su molte economie” sono gli altri aspetti di novita’ del Rapporto rilevati da Bosello, Castellari e Valentini in video tecnico-scientifico diffuso in rete in cui i tre esperti italiani commentano i punti cardine del V Rapporto dell’Ipcc, diffuso oggi dal Working Group 2 del Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite. “Esiste una necessita’ veramente improrogabile di produrre infrastrutture e tecnologie per resistere al meglio ai cambiamenti climatici” per questo “dobbiamo mettere in gioco le nostre migliori conoscenze per prevenirne gli effetti” e’ l’indicazione che arriva dal Rapporto dell’Ipcc e considerata una “delle molte novita'” dello studio secondo Bosello, Castellari, e Valentini. Al centro del Rapporto Ipcc ci sono gli impatti dei cambiamenti climatici a livello globale e regionale, la vulnerabilita’ dei sistemi umani e naturali, le possibilita’ di adattarci per minimizzare gli effetti negativi dei rischi e cogliere a pieno i benefici del clima che sara’. Altro elemento di grande novita’ del Rapporto, rilevano gli esperti italiani Bosello, Castellari e Valentini, “e’ l’approccio regionale” messo in evidenza dagli autori del Rapporto che, “per la prima volta” affronta il problema dei cambiamenti climatici in “capitoli specifici”. Nel Rapporto, infatti, spiegano gli esperti italiani dell’Iccg, sono “analizzate nove regioni del pianeta” partendo dai nostri continenti a cui si aggiungono “nuove suddivisioni come l’Asia e l’Australasia”. E non solo. Il Nord America e’ separato dal Sud America e dal Centro America, compaiono le aree polari e le piccole isole che rappresentano sistemi molto vulnerabili insieme all’oceano globale. “Questo perche’ -spiegano gli esperti dell’Iccg- sempre di piu’ il cambiamento climatico entra nelle nostre case, ha una dimensione locale ed e’ diverso a seconda delle regioni cosi’ come e’ diverso e’ il grado di adattamento delle diverse regioni” del pianeta. Guardando al futuro, “uno dei messaggi fondamentali del Rapporto -osservano gli esperti italiani- e’ che nonostante si stia cercando” di mettere in campo una governance di mitigazione, “e anche se si riuscira’ un giorno ad attuare politiche efficaci di mitigazione di riduzione delle emissioni di gas serra, gli impatti ci stanno gia’ colpendo da anni e ci colpiranno ancora in futuro”. E quanto pesera’ domani l’impatto del cambiamento climatico “dipendera’ anche dalle politiche di mitigazione” che i Paesi sapranno attuare. Anche se, avvertono i tre studiosi, saranno politiche “sempre in ritardo rispetto agli impatti che ci colpiranno” Cruciale la reazione degli ecosistemi terrestri ai cambiamenti climatici in atto. “Si stanno spostando” ed in questo spostamento, rilevano gli studiosi dell’Iccg, “ne perderemo alcuni”, con conseguenze ancora non prevedibili anche per gli scienziati. E gia’ oggi, e’ ancora l’analisi del Rapporto dell’Ipcc di Francesco Bosello, Sergio Castellari e Riccardo Valentini, si contano effetti del clima che cambia sull’economie del pianeta. “Le rese agricole del grano in zone come l’Asia e l’Europa stanno diminuendo” e cosi’ l’acqua, confermando, dicono gli esperti italiani, che si rilevano gia’ oggi impatti di rilevanza economica del cambiamento climatico. Impressionanti gli scenari che potrebbero aprirsi se, stando al Rapporto dell’Ipcc, si dovessero toccare rialzi di temperature intorno ai 4 gradi C, a partire dallo sciogliemento dei ghiacciai. Intanto, rilevano gli esperti dell’Iccg, “la mitigazione sta andando avanti in maniera molto difficoltosa, non esiste un trattato globale con vincoli per tutti, quindi noi ci aspettiamo che gli impatti cresceranno”. E ci sono ragioni per preoccuparsi, stando al Rapporto dell’Ipcc. “Se perdiamo ecosistemi e perdiamo biodiversita’ possiamo incorrere in grossissimi problemi che non sono ancora chiari agli scienziati e -riferiscono- sono difficili da quantificare”. Eventi estremi come preciptazioni intense e alluvioni contrapposte da siccita’ intense, con rischio crescente di superare soglie di temperature oltre le quali si potrebbero verificare effetti catastrofici. Che fare? “L’adattamento piu’ semplice e’ la prevenzione del rischio dei cambiamenti climatici, l’adattamento piu’ efficace sarebbe -concludono i tre esperti italiani- prevenire” anche attraverso una “politica per uno sviluppo territoriale sicuro e sostenibile”.