Effetti tossici sui pesci e sulla catena alimentare umana: uno degli effetti del cambiamento climatico del nostro mare di cui si e’ discusso all’Accademia dei Lincei in occasione del convegno sulla ‘Gestione sostenibile del Mare Mediterraneo’ che ha affrontato i principali aspetti riguardanti la gestione del Mare Mediterraneo, dai trasporti alla pesca, alle ricerche scientifiche, all’inquinamento, agli aspetti geopolitici e demografici. A rischio la biodiversita’ e la salute umana – “Il cambiamento climatico mette a rischio la biodiversita’ e causa perduranti effetti nocivi, attraverso la catena trofica acquatica marina, anche sulla specie umana- dichiara Enrico Alleva, accademico dei Lincei- questo colpisce in particolare i soggetti piu’ vulnerabili quali i bambini, gli individui anziani e i portatori di patologie per esempio a carattere neuro-immunitario o nutrizionale”. Qual e’ la causa – La causa principale “e’ l’evaporazione dovuta al surriscaldamento globale, che sta facendo aumentare in mare la concentrazione di sostanze tossiche che sono assorbite dai pesci e da questi all’uomo nella catena alimentare”, prosegue l’accademico. Gli effetti del riscaldamento globale – “Le sostanze tossiche assorbite hanno effetti neurologici sui pesci tali che questi perdono parte della capacita’ di difendersi dagli uccelli predatori e si rivolgono per l’alimentazione a specie animali meno mobili come ad esempio vermi, che vivono sul fondale spesso fangoso dove piu’ alta e’ la concentrazione degli elementi tossici”, conclude Alleva.
Clima, Mediterraneo: effetti tossici sui pesci e sugli umani


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