Dissesto idrogeologico in Italia, esperto del Cnr lancia l’idea di un “progetto nazionale”

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alluvione 2010Rottura argine fiume Frassine a Prà di Botte di Saletto.Nella foto: veduta aerea della zona di Pra di Botte.Un progetto nazionale sui rischi del dissesto geo-idrogeologico in Italia che, con finanziamenti investiti in ricerca e prevenzione, porti ad un significativo risparmio, non solo economico ma anche in termini di vite umane. E’ quanto chiede il direttore del sistema Terra e tecnologie ambientali del Consiglio Nazionale per le Ricerche, Enrico Brugnoli, nel riferirsi alle recenti dichiarazioni del premier Matteo Renzi sulla necessita’ di impiegare i fondi di 1.900 milioni disponibili per fronteggiare il dissesto idrogeologico. “Per una pianificazione sostenibile, una gestione territoriale adeguata e per una difesa efficace delle vite umane e dei beni privati e collettivi – sottolinea Brugnoli all’Ansa –, e’ indispensabile conoscere meglio i rapporti fra il clima e le sue variazioni“. “Cambiamenti climatici e ambientali e dissesto geo-idrologico sono intimamente connessi“. “Per colmare le lacune su un tema cosi’ cruciale per il nostro Paese – aggiunge –, il Cnr ha sviluppato un sistema integrato finalizzato alla previsione in continuo delle condizioni meteo-climatiche e della risposta geo-idrologica da scale temporali di giorni, necessaria per la prevenzione e l’attuazione di misure di Protezione Civile, fino a quelle stagionali e multi-annuali. In questo ambito, il Cnr ha tutte le competenze multidisciplinari necessarie e il progetto e’ gia’ operativo“. Ma per “migliorare la comprensione dei fenomeni e per validare i modelli e le previsioni“, oltre al pieno utilizzo dei dati esistenti, e’ indispensabile lo “sviluppo di reti di misura e di nuovi sensori” capaci di misure piu’ accurate e frequenti da satellite, al suolo e nel sottosuolo. E organizzare banche dati efficaci e interoperabili. “E’ il momento che il Governo proponga– conclude Brugnoliun progetto nazionale sui rischi, che con finanziamenti investiti in ricerca e prevenzione, porti ad un significativo risparmio, non solo economico ma anche in termini di vite umane. Un tale progetto mobilitera’ risorse, creando occupazione di giovani e rendendo possibili piu’ efficaci strategie di comunicazione e di informazione sui rischi, favorendo la formazione e il radicamento di una cultura della mitigazione del rischio e l’utilizzo sostenibile del territorio“.