Migliaia di litri di gasolio e olio combustibile denso si sono riversate sul Rio San Giovanni ed e’ necessario un intervento urgente. La denuncia e’ del comandante della Polizia locale di Olbia, Giovanni Serra, che ha inviato un dettagliato rapporto alla Procura di Tempio Pausania per l’inquinamento del rio dopo l’alluvione che il 18 novembre scorso ha colpito Olbia e la Gallura. In un documento del 25 novembre la polizia di Olbia, verificando che da alcune cisterne danneggiate migliaia di litri di olio combustibile e bitume erano finiti nel letto del torrente, elencava “le attivita’ urgenti e indifferibili necessarie per il prosieguo delle attivita’ di Messa in sicurezza di emergenza” post alluvione, tra le quali la necessita’ di stoccare l’olio combustibile in appositi serbatoi e la necessita’ di intervenire “su tutto il tratto del Rio ove e’ visibilmente presente il contaminante”, con il posizionamento “di sbarramenti in piu’ punti lungo il corso d’acqua a mezzo di idonee barriere galleggianti oleo assorbenti”. Attivita’ che Serra in quel rapporto definiva “urgenti e indifferibili” per evitare, dopo il dilavamento dei terreni alluvionati, che gli olii combustibili arrivassero alle falde acquifere ed ai terreni agricoli. A quattro mesi dal disastroso evento meteo, dopo che i comuni di Olbia e Arzachena avevano conferito l’incarico di bonifica ad una ditta specializzata, non ci sono piu’ i soldi per proseguire. Sono stati spesi 200mila euro ma ne servono 2 milioni per le bonifiche. L’informativa della municipale di Olbia, che arrivera’ sul tavolo della procura di Tempio, evidenzia fra l’altro l’inquinamento di 5 km di corsi d’acqua invasi da 7mila litri di olio combustibile, 5mila di gasolio e altri materiali inquinanti. Ma non ci sono i soldi per la bonifica.
Emergenza a Olbia, migliaia di litri di gasolio nel Rio San Giovanni


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