ESA: uno spettrometro satellitare per misurare l’inquinamento atmosferico

Un ‘occhio’ dallo spazio per monitorare da un satellite lo stato dell’inquinamento atmosferico sul nostro pianeta. L’Esa- European space agency, l’agenzia spaziale europea, ha firmato un contratto del valore di 144 milioni con la Airbus defence and space di Ottobrunn, nei pressi di Monaco, in Germania, per la realizzazione dello spettrometro a infrarossi a onde corte Sentinel-5, parte del programma spaziale Copernicus voluto dall’Unione europea e gestito da Esa. Copernicus prevede di cinque famiglie di ‘sentinelle’, ognuna equipaggiata con diverse tipologie di strumenti, che realizzeranno dal 2020 “il piu’ avanzato sistema di osservazione e monitoraggio della Terra”. Attraverso i satelliti della ‘costellazione’ Copernicus, tutti i dati prodotti dai satelliti e dagli strumenti Sentinel saranno liberamente disponibili: un flusso di dati globale, gratuito e aperto. Lo spettrometro dovrebbe essere consegnato per il 2019, mentre il lancio in orbita e’ previsto per il 2021.
Nell’ambito del Copernicus atmosphere services, lo strumento Sentinel-5 “sara’ molto importante per il monitoraggio operativo della nostra atmosfera- dice Volker Liebig, direttore degli Earth observation programmes di Esa- con il lancio di Sentinel-1A, atteso a giorni, l’ambizioso programma Copernicus e’ ora in procinto di mostrare il suo pieno potenziale”. La firma del contratto per la realizzazione dello spettrometro Sentinel-5 arriva quasi alla vigilia del lancio della prima ‘sentinella’, il satellite Sentinel-1 la cui messa in orbita e’ prevista per la sera del 3 aprile dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana francese. Si tratta di un satellite ‘green’ concepito e realizzato negli stabilimenti italiani di Thales Alenia Space: suo compito primario sara’ quello di fornire informazioni sempre aggiornate su foreste, clima, ghiacci, oceani e territorio.
Space ShuttleCon la strumentazione Sentinel-5 il montoraggio e le previsioni relative alla qualita’ dell’aria vivranno “un cambio di passo”, segnala l’Esa. La tecnologia allo stato dell’arte sara’ installata sul satellite in orbita polare MetOp Second Generation. Una volta in orbita, a circa 800 chilometri di altezza, monitorera’ globalmente e giornalmente la composizione dell’atmosfera misurando gas in traccia – come ozono, biossido di zolfo, biossido d’azoto, metano, monossido di carbonio – e anche formaldeide e aerosol, sostanze che influenzano la qualita’ dell’aria, l’ozono e il clima. “Le rilevazioni contribuiranno sia a migliorare il monitoraggio che la differenziazione tra emissioni di origine umana e di origine naturale- segnala l’Esa- fornendo nuove conoscenze sull’impatto umana sulla qualita’ dell’aria, l’ozono e il clima“. Inoltre lo spettromentro “facilitera’ la previsioni sulla qualita’ dell’aria e sui livelli di inquinamento, da quelle pressoche’ in tempo reale a quelle del giorno dopo fino alla previsioni climatiche sull’arco dei prossimi decenni”. Le rilevazioni di Sentinel-5 completeranno poi quelle dei rilevatori termici e a infrarossi di MetOp Second Generation.
Come primo appaltatore per Sentinel-5, la Airbus defence and space, seconda compagnia spaziale al mondo per dimensioni, guidera’ il consorzio industriale che sviluppera’, costruira’ e validera’ lo spettrometro a infrarossi onde corte. La compagnia, spiega Michael Menking, capo dei programmi di Earth observation, navigation and science, stiamo gia’ costruendo tre satelliti Sentinel e vari strumenti Sentinel per il programma Copernico”. Airbus defence and space ha gia’ realizzato un vasto numero di strumenti ottici che operano su satellite, contribuendo a sviluppare tra gli altri l’ERS-1 e Envisat, los trumento Sciamachy per mappare lo strato di ozono e monitorare il relativo ‘buco’, e infine lo spettrometro a vasto raggio Sentinel-4 e il NIRSpec, Near-infrared spectrograph, “il maggior contributo europeo” al James Webb space telescope (Jwst) della Nasa.