Frana killer negli USA, ha travolto tutto: “sono morti in 200, non li troviamo più” [FOTO-SHOCK]

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osoPotrebbero essere tutti morti gli abitanti di Oso, a nord-ovest di Seattle, rimasti sepolti sotto il fango dopo la gigantesca frana che sabato ha cancellato l’intero paesino. L’ultimo bilancio e’ di 14 morti e 176 dispersi, trascinati verso valle o rimasti intrappolati nel fango. Il presidente americano, Barack Obama, ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha stanziato risorse per far fronte al disastro. Oso, con i suoi circa 200 residenti, e’ un paese fantasma. I vigili del fuoco, impegnati a scavare senza sosta, non sono riusciti a trovare finora alcun superstite e dopo tre giorni ci sono poche speranze di trovare ancora qualcuno in vita: “La situazione e’ orribile“, ha spiegato il responsabile dei vigili del fuoco locali, Travis Hots, “non abbiamo trovato superstiti da quando sono cominciate le operazioni“.
bp4Testimoni hanno raccontato che la frana “sembrava un treno merci” e in 45 secondi ha devastato l’intera cittadina. La massa di fango, rocce e detriti “era larga piu’ di un chilometro“, ha raccontato Dan Young, “quando e’ arrivata al fiume (Stillaguamish) sembrava uno tsunami“. La frana ha colpito 49 case, delle quali, secondo le autorita’ locali, solo 25 sono abitate tutto l’anno. Diverse persone sono rimaste ferite in modo grave, tra cui un bambino di 6 mesi e un uomo di 81 anni, trasportati d’urgenza in un ospedale di Seattle, assieme ad altri due uomini di 37 e 58 anni, ricoverati in gravi condizioni. A provocare la frana sono state le forti piogge che hanno colpito la zona nelle ultime settimane. Le previsioni per i prossimi giorni prevedono ancora maltempo.

Vorrei dire qualcosa di una tragedia che si è verificata nel fine settimana, quando una frana ha devastato una cittadina“: così Obama ha parlato della frana all’inizio della conferenza stampa che sta tenendo con il premier olandese Mark Rutte. “Parte di questa comunità è stata perduta“, ha detto il presidente Usa, che ha ricordato che i soccorritori hanno agito con coraggio e che sono stati allestiti rifugi per la popolazione. “Chiederei a tutti gli americani di inviare le loro preghiere e i loro pensieri allo Stato di Washington“, ha detto Obama, che ha concluso: “Speriamo il meglio ma prendiamo atto che la situazione è difficile“.