La regione attiva AR1890 nell’emisfero nord del Sole ha prodotto numerosi brillamenti di classe M nei giorni scorsi, e secondo quanto avevano stabilito gli analisti della NOAA, la macchia solare mostrava un campo magnetico di classe delta capace di ospitare energia per flare superiori. In effetti nella serata di ieri la regione ha scatenato un brillamento solare di classe X1, tra i più potenti che la nostra stella possa generare. Il Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA ha catturato il lampo nell’ultravioletto alle 18:52 ora italiana. E’ troppo presto, tuttavia, per valutare se la conseguente espulsione di massa coronale (CME) sia diretta verso il campo magnetico terrestre, anche se una parte di essa sembra che stia viaggiando verso il nostro pianeta che potrebbe raggiungere nei primi giorni d’Aprile. Nelle prossime ore seguiranno aggiornamenti. Le previsioni stimano una probabilità del 55% di classe M e unaprobabiltà del 20% di flare di classe X.
Intenso flare solare di classe X1: probabili aurore polari tra 48-72 ore


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