Oggi e’ il primo giorno di primavera, e per milioni di italiani non e’ una buona notizia: il 20% della popolazione, uno su cinque, soffre di rinite allergica, una patologia in preoccupante crescita soprattutto tra i piu’ giovani. Lo rivela una ricerca Doxa Pharma, promossa da SIAAC (Societa’ Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica) e AAITO (Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri), e realizzata con il contributo incondizionato di Meda Pharma, che rileva come la rinite allergica sia spesso banalizzata, alla stregua di un normale raffreddore stagionale, e venga diagnosticata in media a 5 anni dalla comparsa dei sintomi. Da questi presupposti prende il via la campagna informativa “ETCIU’! RINITE?” con un complesso di attivita’ che terminera’ a maggio con una due giorni (venerdi’ 9 e sabato 10) di visite gratuite nei centri di allergologia. “I dati epidemiologici raccolti in Italia dalle Societa’ scientifiche di Allergologia – ricorda il Professor Massimo Triggiani, Presidente SIAAIC – parlano chiaro: la percentuale di rinitici sta crescendo anche tra i giovani, il 24,2% fra gli studenti universitari italiani. La RA colpisce a qualsiasi eta’, ma la frequenza piu’ alta si riscontra tra i 20 e i 30 anni; da altri dati epidemiologici emerge che c’e’ una lieve prevalenza nel sesso femminile e che nel 50% dei casi sono presenti fattori ereditari. Si e’ constatato, infatti, che figli di un genitore allergico possano avere il 20% di probabilita’ di sviluppare allergie. Tale quota percentuale sale fino all’80% qualora entrambi i genitori sono allergici”. In Italia, l’incidenza della malattia e’ in crescita grazie anche al diffondersi dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione. Si calcola che la Rinite Allergica colpisca dal 10% al 20% della popolazione. “Quest’aumento e’ riconducibile all’irritazione delle mucose respiratorie causata dall’inquinamento che a sua volta provoca un aumento dell’effetto degli allergeni sulle vie respiratorie. Non solo, molti studi dimostrano che gli inquinanti atmosferici sono anche in grado di interagire direttamente con i pollini, rendendoli in qualche modo “piu’ allergenici” – spiega Maria Beatrice Bilo’, Presidente AAITO – Un’altra causa puo’ essere ascritta ai cambiamenti climatici. Da non trascurare infine la incrementata presenza nelle citta’ di piante molto allergeniche utilizzate come ornamento ambientale “.
La primavera porta le allergie: un italiano su 5 soffre di rinite


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