“L’Italia dei disastri”, un monito al Paese smemorato: il parere di 20 esperti sugli effetti degli eventi naturali

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disastri ALLUVIONE A FIRENZEIl libro giusto per un paese di smemorati a cui bastano tre o quattro anni per non ricordare piu’ i danni di un terremoto, di un alluvione, di una frana. Un ‘atteggiamento’ che costa all’Italia 5,5 miliardi in media ogni anno. Il libro e’ ‘L’Italia dei disastri – dati e riflessioni sull’impatto degli eventi naturali 1861-2013′, curato da Emanuela Guidoboni del Centro Euromediterraneo di documentazione eventi estremi e disastri e da Gianluca Valensise dell’Ingv. “Parlare di disastri non e’ un tema facile – ha detto Guidoboni durante la presentazione a Bologna – Siamo un paese di smemorati. In pochi anni dimentichiamo. Perche’ ricordarli? Perche’ la loro storia e’ una storia che ne contiene molte altre”. Valensise ha spiegato come un grande tema (e problema) in Italia e’ la scarsa consapevolezza delle persone sui rischi, “Il libro e’ anche una riflessione importante sul come comunicare questi rischi”. Nel volume, oltre venti esperti e studiosi di varie discipline contribuiscono a fornire un quadro generale sintetico su un tema cruciale nella storia italiana. Frane, alluvioni, terremoti ed eruzioni hanno segnato e continuano ad incidere sull’economia e sulla societa’. “Possiamo ignorare il problema?”, e’ la domanda che pongono gli autori. Dal confronto tra la cultura scientifica e storico-umanistica, emergono i numeri inquietanti dei disastri, le loro cause, ma anche le rinnovate capacita’ di interpretare quello che e’ accaduto. Perche’ se il rischio di eventi calamitosi cresce, aumenta anche la prevedibilita’ dei loro impatti, e questo quadro di conoscenze – spiegano gli autori – non concede alibi a decisori, amministratori e neppure alla societa’ civile.