Lo spettacolo della “corrente a getto” che sorvola il Sahara centro-orientale, una striscia lunga per migliaia di chilometri

MeteoWeb

LATESTLe moviole satellitari di queste ore ci stanno inviando delle immagini davvero spettacolari che riprendono il passaggio del ramo principale della corrente a getto sub-tropicale”, che dall’est della Nigeria si muove verso l’Egitto, sorvolando i cieli del Sahara orientale, con una lunghissima strisca nuvolosa che raggiunge la penisola del Sinai, la Giordania e il nord-ovest dell’Arabia Saudita. Le immagini del satellite mostrano molto chiaramente l’andamento del “getto sub-tropicale” che dall’umida area del Biafra, ai confini fra il sud-est della Nigeria e il Camerun, sede di una intensa attività convettiva (forti correnti ascensionali) legata alla graduale risalita dell’ITCZ sul golfo di Guinea, si alza verso l’alta troposfera per estendersi al di sopra dei cieli della Nigeria orientale e del Ciad, attraversando molto rapidamente il Sahara orientale, da sud-ovest a nord-est.

Il ramo principale del "getto sub-tropicale" sopra il deserto egiziano
Il ramo principale del “getto sub-tropicale” sopra il deserto egiziano

Dopo aver risalito la Nigeria orientale ed il Ciad il flusso del “getto sub-tropicale” passa al di sopra del settore più sud-orientale della Libia e l’Egitto. Proprio al di sopra dell’Egitto il potente flusso eolico, che mantiene una spiccata direttrice sud-occidentale, tende a piegare da O-SO, con massimi di vento posizionati fra la Libia e il vicino Egitto. Da qui il flusso poi si dirama verso tutta l’area medio-orientale e la penisola Arabica. Dopo aver attraversato la penisola Arabica  il ramo principale del “getto sub-tropicale” prosegue la propria corsa in direzione dell’Asia meridionale, fino alla Cina meridionale e al Pacifico tropicale occidentale, per ritornare sopra il continente americano, dopo aver fatto il giro dell’intero emisfero. La forte corrente a getto avrà ripercussioni importanti anche nel traffico aereo, soprattutto nei voli intercontinentali diretti verso il sud-america, con possibili ritardi di oltre 30 minuti o 1 ora rispetto alla regolare tabella di marcia.