Neve da record sulle Alpi, continuano le valanghe: tragedia in Valle Susa, un morto

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securedownload (6)Tragedia della montagna in alta Valle di Susa. Uno scialpinista francese e’ morto travolto da una valanga alle pendici dello Chaberton. Illesa la compagna, che ha dato l’allarme e ha iniziato le ricerche con l’Arva, di cui erano dotati. L’intervento del soccorso alpino e del 118, che si trovavano nella zona per un altro intervento, e’ stato immediato. L’uomo, in arresto cardiaco e in grave ipotermia, e’ stato rianimato sul posto e trasportato all’ospedale Cto di Torino, dove e’ morto poco dopo l’arrivo. L’incidente nella tarda mattinata di oggi – giornata a rischio secondo il bollettino dell’Arpa – nel vallone Pra Claud, a circa 2.400 metri di quota, nel territorio di Fenils, frazione di Cesana.
securedownload (8)I carabinieri indagano sulle cause della slavina, con un fronte di circa cento metri, ma e’ probabile che a provocarla sia stato lo stesso francese, 35 anni. Il rialzo delle temperature – oggi si e’ registrata una massima di 21,3 gradi – dopo le abbondanti nevicate dello scorso weekend, ha portato il rischio valanghe in Piemonte al grado 4 (forte). Anche il passaggio di un singolo sciatore puo’ provocare il distacco di masse di neve. Quella di oggi e’ la quinta vittima di valanghe, in Piemonte, dall’inizio della stagione invernale. Una lunga scia di sangue, iniziata lo scorso 26 dicembre a Bardonecchia con la morte di uno sciatore francese a Les Arnaud. Tre giorni dopo, a Claviere, una valanga ha travolto e ucciso un quindicenne. In Val d’Ossola, nel Verbano, il 5 gennaio e’ invece morto uno snowboarder, mentre il 21 gennaio a Ceresole Reale, sulle montagne di Torino, ha perso la vita un operaio: era al lavoro su un gatto delle nevi che si e’ ribaltato dopo essere stato travolto da una valanga. Il rischio e’ molto forte sulle Alpi Lepontine e Pennine e forte su quelle Graie, Marittime e Liguri. A scopo precauzionale, nei giorni scorsi, nel comprensorio sciistico della Vialattea sono rimasti chiusi alcuni impianti. Tra questi le sciovie Motta, Moncrons, Tuassieres, Rio Nero Sansicario e Col Suarel, non distante dal luogo in cui oggi si e’ verificata la tragedia. Il soccorso alpino invita alla prudenza e raccomanda l’utilizzo dell’Arva.

A corredo dell’articolo alcune foto odierne dalla zona di Artavaggio, Cima Piazzo e Cima Sodadura, in provincia di Lecco, che testimoniano l’eccezionalità del manto nevoso presente sulle Alpi: