La noce moscata è il seme molto odoroso di un albero sempreverde originario dell‘arcipelago di Banda, nelle Molucche (Indonesia), e oggi molto diffuso anche nelle zone intertropicali. Il nome botanico della noce moscata è Miristica fragrans, una pianta unica nel suo genere in quanto produce due diverse spezie: la noce moscata e il macis. Il suo frutto, di colore pallido e simile all’albicocca, una volta maturo si apre in due parti, liberando un nocciolo contenente una noce particolarmente odorosa, la noce moscata. Questo seme è a sua volta protetto da una parte carnosa simile a una reticella: il macis. Nell’Europa tra il 400 e il 700, le spezie erano più preziose dell’oro, al punto che le maggiori potenze marinare e commerciali si disputarono a lungo il controllo della loro produzione e del loro commercio, fino a combattere vere e proprie guerre.
La spezia più ricercata era proprio la noce moscata che, secondo i medici del tempo, curava la dissenteria, la colite ulcerosa e la flatulenza, risvegliando la virilità assopita o, al contrario, placando lo smodato desiderio sessuale; era persino in grado di prevenire la malattia più temuta: la peste bubbonica! I mercanti europei dell’epoca compravano le spezie a Venezia ed i Veneziani, a loro volta, le acquistavano a Costantinopoli, ma la noce moscata veniva da più lontano, dall’attuale Indonesia. I Portoghesi furono i primi europei a mettere piedi nell’arcipelago della Banda, un gruppo di sei isolette vulcaniche, e da allora cominciò una corsa al possesso di queste isole da parte di Inglesi, Portoghesi, Olandesi e Spagnoli.
Nonostante le isole Banda sono attualmente avvolte dall’oscurità, non si può non ricordare che gli Olandesi, firmando la cessione di Manhattan, riuscirono a strappar le isole delle spezie agli Inglesi. Alla fine del 700 l’Europa fu colta da una vera e propria passione per la noce moscata. In famiglia si preparava il cosiddetto “aceto dei sette ladri”: vi si facevano macerare spezie e aromi e serviva sia come condimento, sia per impacchi o come sollievo per gli svenuti, cui si bagnavano le tempie e si faceva annusare la bottiglia. Nella medicina tradizionale era utilizzata per provocare aborti, benché alcuni erboristi sostengano, al contrario, che la noce moscata è benefica alle donne incinte. Questa spezia è impiegata nella preparazione di creme e budini, di purè e salse come la besciamella. Se nella cucina italiana esalta il sapore di ripieni di carne e verdure per tortellini, ravioli e cannelloni, se nei paesi nord-europei viene utilizzata per aromatizzare bevande come il vino caldo, punch al rum e l’egg nog , bevanda inglese preparata con birra e uova; se mescolata al cardamomo e al curry conferisce al pollo all’indiana un sapore speciale; la noce moscata, dal sapore intenso, dolce ma non stucchevole, arricchito da note piccanti e da un retrogusto esotico in grado di enfatizzare anche il sapore delle pietanze più semplici, è anche un seme curativo che in arte erboristica viene utilizzato per confezionare decotti e oli essenziali benefici nell’affrontare svariate patologie e fastidi: è una fonte preziosa di sali minerali, tra i quali: rame, potassio che serve a regolarizzare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna; calcio, che è un valido aiuto nella crescita delle ossa e nella loro buona conservazione; ferro, utile per la formazione di globuli rossi, valido per le persone anemiche; inoltre contiene manganese, zinco e magnesio. E’ ricca di acido folico, vitamina A, C e vitamine del gruppo B.
La noce moscata ha proprietà carminative, riduce e combatte il meteorismo e l’accumulo di gas intestinali che danno luogo ad aerofagia; tutela il sistema nervoso (il suo olio aumenta la circolazione sanguigna cerebrale, stimola il cervello, migliora la concentrazione e combatte stress, stanchezza, ansia e depressione); tutela il sistema cardiovascolare; stimola l’appetito, disintossica il fegato e i reni; attenua il dolore e le infiammazioni; l’olio di noce moscata è efficace anche nel trattamento dei crampi mestruali, dei dolori muscolari ed articolari, dell’artrite e delle piaghe, in quanto è un ottimo sedativo e antinfiammatorio. La noce moscata, inoltre, concilia il sonno; grazie alle sue proprietà antibatteriche elimina l’alito cattivo; essendo un antisettico cura il mal di denti e i dolori gengivali; l’olio di noce moscata è utile per la cura dei capelli crespi, donando un aspetto sano al capello; dona luminosità alla nostra pelle, rendendola liscia e compatta, riuscendo ad eliminare i punti neri e l’acne. In quantitativi superiori a 5 grammi, la noce moscata può comportare una serie di effetti collaterali, la cui gravità varia in base alla sensibilità individuale, all’età e al sesso. Il seme può provocare nausea, vomito, febbre fino a disturbi psichici come allucinazioni visive, dovute alla presenza nella noce di due sostanze chimicamente simili alle anfetamine che portano ad effetti sovrapponibili a quelli causati dall’LSD. Per questo motivo nel ‘900 veniva definita lo “stupefacente dei poveri”. Va conservata in luoghi freschi ed asciutti, al riparo dalla luce.


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