Nucleare: in fase di test uno strumento in grado di depurare l’acqua radioattiva dalle scorie

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STAMPANTE GETTO ACQUAUno strumento, testato dal CNR e dall’Università di Pavia, è in grado di depurare l’acqua radioattiva anche dalle scorie nucleari, abbattendo le percentuali di Cesio di 7.500 volte. Si tratta di un’invenzione che, su scala industriale, potrebbe essere utilizzata per depurare le acque dell’oceano, attorno alla centrale atomica di Fukushima. La CNN ha pubblicato un report a riguardo, che certifica come questa tecnologia depuri di oltre 1.000 volte l’acqua dagli ioni rispetto a tutti gli altri metodi conosciuti e testati.

Un risultato che, dopo mesi di test positivi al Lena (Laboratorio Energia Nucleare Applicata) dell’Università di Pavia, verrà sottoposto alla prova finale tra aprile e maggio.

Per anni quest’invenzione (di Adriano Marin) era stata testata in gran segreto e le prime prove avevano dimostrato come lo strumento fosse in grado di separare le molecole d’acqua, per osmosi, da qualunque altro elemento. Fanghi, metalli, inquinanti di ogni natura, persino gli elementi radioattivi.

Presso le facoltà di fisica e chimica dell’Università di Pavia, gli esperti hanno ottenuto acqua purissima da una soluzione altamente contaminata da Cesio radioattivo. L’ultimo test, durato 40 giorni, aveva raggiunto una conclusione incredibile: oggi a Fukushima vengono depurati 25.000 metri cubi d’acqua al mese e la radioattività viene confinata in 5.000 metri cubi di fanghi e scorie. Con il metodo di Marin, dalla stessa quantità si otterrebbero solo 5.000 cubi di residui, senza produrre fanghi o scorie aggiuntive.