Oklahoma, ancora tante scosse sismiche negli USA centrali: colpa del fracking o dello sfruttamento delle falde?

oklahomaUltimamente le mappe della sismicità degli USA, fornite dal Servizio Geologico Statunitense (USGS), mostrano un raggruppamento di sismi nell’area dell’Oklahoma, fino al Kansas (stati centrali). Gli ultimi terremoti sono stati registrati ieri, il più forte con magnitudo 3.2 nei pressi di Anthony, avvertito dai residenti.

Molti altri eventi sono stati registrati in distinte parti dell’Oklahoma, anche a distanza di decine di km gli uni dagli altri, ma sempre in raggruppamenti che fanno pensare a singole faglie attivatesi, le une indipendenti dalle altre. Nel 2013, secondo i sismologi statunitensi, nell’Oklahoma ci sono stati il doppio dei sismi del 2011, ed il trend è quello di un evidente aumento della sismicità. Fino ad ora si è trattato di terremoti abbastanza lievi, talvolta neanche avvertiti dalla popolazione, mentre altre volte vengono avvertiti localmente dei boati, simili ad esplosioni, che preoccupano la popolazione. Fino ad ora il sisma più forte è stato quello del novembre 2011 vicino Prague (magnitudo 5.6), che ha causato seri danni a molte abitazioni, seguito da quello dell’aprile 2013 presso Luther (magnitudo 4.3).

fracking-diagramMoltissimi studi sono stati fatti su questi terremoti e sulla sismicità dell’Oklahoma, cresciuta esponenzialmente da quando è iniziata (a metà degli anni 2000) la pratica dell’estrazione di idrocarburi con tecniche “non convenzionali” (cioè senza trivellazioni). In sostanza da quando è iniziata la pratica del fracking, la fratturazione idraulica. Una tecnica che si basa sull’iniezione nel sottosuolo di fluidi ad altissima pressione, per far si che le particelle di gas intrappolate nei sedimenti vengano liberate e possano essere poi estratte.

Diversi studi, pubblicati anche su riviste scientifiche, hanno collegato l’aumento dei terremoti in determinate aree alla fratturazione idraulica. In sostanza l’iniezione di fluidi in pressione nel sottosuolo presso faglie attive, ne innescherebbe il movimento, aumentando la frequenza delle scosse. Il fracking non sarebbe la causa diretta dei terremoti, ma un fattore di innesco. In corrispondenza di faglie attive, con un certo potenziale sismico, l’iniezione di fluidi in pressione anticiperebbe i terremoti agendo come un facilitatore.

Non tutti sono d’accordo con questa teoria, ed alcuni geofisici affermano che non vi sono evidenze scientifiche che provino che la sismicità dell’Oklahoma sia aumentata per la fratturazione idraulica, e non invece per cause naturali (un aumento dei movimenti tettonici, ad esempio).

Un recente studio ipotizza invece un diverso possibile fattore di innesco di questi eventi sismici in Oklahoma: il drastico cambiamento dei livelli nelle falde idriche. Prima la siccità ed il sovrasfruttamento delle falde ne hanno fatto abbassare fortemente i livelli, poi le recenti abbondatissime piogge le hanno ricaricate. Questi repentini svuotamenti e riempimenti delle falde avrebbero innescato i movimenti sismici. Si tratta di una teoria che viene criticata da altri sismologi come una strategia delle compagnie petrolifere per allontanare i sospetti sulla loro attività.

Finché intorno all’estrazione del petrolio e del gas continueranno a ruotare grossi interessi economici, sarà molto difficile avere una voce univoca o quantomeno chiara da parte della comunità scientifica sui rapporti fra terremoti e fracking.