Come di consueto, stanotte si passerà all’ora legale, con il noto slittamento in avanti di un’ora delle lancette degli orologi. C’e’ da scommetterci, si ripresenteranno le puntuali polemiche sulla reale utilità di questa convenzione, seppur si tratti di un problema multifattoriale, non risolvibile in poche righe (pensiamo, ad esempio, alle difficoltà di gestire questo cambio d’orario nei database dei sistemi di emissione dei biglietti aerei o nei sistemi di sincronizzazione delle comunicazioni tra i diversi luoghi del mondo). Il primo a pensare ai benefici dell’ora legale, in inglese Daylight Saving Time, per rendere maggiormente l’idea del suo scopo, quello di sfruttare al massimo la luce diurna; è stato il famoso Benjamin Franklin che, in un suo soggiorno a Parigi, svegliatosi alle sei di mattino ed osservando che il sole era già sorto, realizzò quanto si poteva risparmiare spostando la propria vita di un’ora, in modo da cominciare in anticipo la propria attività lavorativa, andando a dormire prima.
Chi ha pensato all’ora legale, quindi, aveva davvero il pallino del risparmio energetico, interrogandosi su come risparmiare, alla fine del ‘700, una candela al giorno, dato che già a quel tempo i tavoli di lavoro e le stanze erano illuminate con candele e lampade ad olio. Nel corso della storia, l’ora legale è stata adottata soprattutto per i suoi vantaggi dal punto di vista dell’impatto energetico… non a caso essa è stata prolungata in tempi di crisi (es. durante la Seconda Guerra Mondiale o lo shock petrolifero degli anni ’70).
Lo scopo alla base dell’ora legale è esplicitato da Franklin all’interno del suo famoso saggio pubblicato sul Journal de Paris: il risparmio d’energia derivante dal minore uso di elettricità. Non potendo aumentare le ore di luce, si decide di sfruttare al meglio quelle di cui si dispone. Stando a quanto previsto da Terna, uno dei più grandi operatori di reti per la trasmissione dell’energia elettrica, nei prossimi 7 mesi si dovrebbe avere un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 556,7 milioni di kilowattora; una quantità di energia corrispondente al fabbisogno annuo medio di circa 200 mila famiglie. In termini di costi, la stima del risparmio economico relativo all’ora legale per il 2014 è pari a circa 92,6 milioni di euro. Dal 2004 al 2013 l’Italia ha risparmiato complessivamente circa 6,6 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 950 milioni di euro di minor costo. Gli ora-legalisti ritengono che se l’ora legale restasse in vigore tutto l’anno, allungherebbe le mezze stagioni turistiche, con la conseguenza che in autunno e in primavera ci sarebbe più luce quando la gente è in giro a visitare parchi, siti archeologici, storici e attrazioni turistiche nel tardo pomeriggio. La luce pomeridiana, stando ai fervidi sostenitori dell’ora legale, renderebbe più sicure le strade all’ora di punta, quando esse sono affollate di bambini all’uscita da scuola o da pendolari ormai stanchi. Con l’arrivo del nuovo orario, si avrebbe più tempo di praticare l’attività fisica all’aperto, migliorando la salute di molte persone, con benefici per depressi (la luce stimola la produzione di serotonina, ormone del buon umore, rendendoci più allegri rispetto al periodo invernale) e meteopatici.
Se il risparmio è uno dei vantaggi più accreditati dell’ora legale, le controindicazioni, secondo alcuni, non mancano: scatta l’allarme insonnia legato all’obbligo di spostare un’ora in avanti le lancette e il cambiamento del ciclo sonno-veglia aumenta le notti in bianco legate a ansia, nervosismo, malumore, mal di testa e tensione muscolare. Oltre agli insonni, non saranno notti facili neppure per i neo-genitori, dato che il cambiamento d’orario sarà vissuto come un incubo da molti bimbi, che potrebbero far fatica ad addormentarsi, mostrandosi iper-agitati (dato che i piccoli sono solitamente molto abitudinari, specie con sonni e pasti ed il loro organismo è meno capace di adattarsi rispetto a mamma e papà). Possono verificarsi inoltre: maggiore stanchezza, minore concentrazione e minore prontezza di riflessi, inappetenza, problemi cardiaci (infarto in primis).
Nel continuo scontro tra favorevoli e contrari all’ora legale, che possiamo più semplicemente intendere come adeguamento ai cicli della natura e ai bioritmi, è utile adottare durante questo periodo alcuni accorgimenti: es. mantenere possibilmente invariata l’ora in cui ci si alza al mattino per non interrompere la regolarità del ciclo sonno-veglia; non eccedere con cibo e alcolici la sera; non fumare, masticare alimenti lentamente, optando per cibi facilmente digeribili, consumare porzioni ridotte soprattutto a cena; muoversi, praticando attività fisica, aerobica a bassa intensità per almeno 30 minuti, facendo jogging o semplicemente una camminata a ritmo sostenuto, oltre che tenere alla larga, per quanto possibile, le situazioni stressanti. Nell’arco di 2-3 giorni tutto dovrebbe tornare alla normalità, senza inutili allarmismi, poiché si tratta di una variazione oraria minima.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?