Cinque scienziate d’eccezione premiate quest’anno per il loro contributo al progresso scientifico e l’eccellenza del loro lavoro nel campo neurobiologia, immunologia ed ecologia. L’Oréal e l’Unesco rinnovano la partnership ‘For Women in Science’, con il riconoscimento assegnato questa sera a Parigi. Insieme a loro, 15 giovani scienziate riceveranno una delle borse di studio internazionali messe in palio dal programma. Nonostante negli ultimi 10 anni sia aumentata del 12% la ‘quota rosa’ nella ricerca – sottolinea una nota – la parita’ di genere e’ tutt’ora un traguardo lontano. L’Ore’al ha commissionato una ricerca svolta in 14 Paesi, tra avanzati ed emergenti, che ha rilevato quando e quanto si sviluppa il gender gap. Gia’ alla laurea la differenza tra ragazze e ragazzi nella prospettiva di perseguire una carriera scientifica si attesta a un 32% e prosegue. Una ragazza, a partire dal diploma, ha una media del 35% di possibilita’ di iscriversi a una facolta’ scientifica (77% per un ragazzo); e’ del 18% la possibilita’ che ottenga una laurea di carattere scientifico (37% per un ragazzo), dell’8% che consegua un Master di specializzazione (19%) e il 2% che concluda il dottorato (6%) E ancora. Solo l’11% delle posizioni piu’ alte in ambito accademico sono occupate da donne. I diversi percorsi di carriera scientifica prescindono dalle performance registrate durante la scuola superiore, che vedono femmine e maschi ottenere gli stessi risultati in materia di studio. Dal 1998, anno della fondazione del premio Fwis (For Women in Science), solo il 3,5% dei premi Nobel della scienza sono stati assegnati a donne (l’80% dei quali erano per la Medicina). Potenziali scienziate di domani, dunque, rinunciano alla carriera scientifica per via di stereotipi che fanno fatica a scomparire. Contrastare questa tendenza e’ obiettivo primario del programma Fwis, oltre a celebrare l’eccellenza scientifica femminile e incoraggiare i talenti di domani. E’ necessario – osservano i promotori – colmare il gap tra uomini e donne per allargare la base della comunita’ scientifica mondiale, della quale le donne rappresentano meno di un terzo tutt’oggi. Obiettivo ultimo e’ il bene comune. Il contributo delle donne alla ricerca si compie attraverso creativita’, determinazione, passione, aspetti imprescindibili per giungere a nuove scoperte che possono migliorare la vita di tutti noi e la qualita’ dell’ambiente in cui viviamo. Il programma For Women in Science – continua la nota – sta gia’ cambiando le cose, avendo dato vita e alimentando una comunita’ di ricercatrici vasta e eterogenea, che offre importanti momenti di incontro e discussione, fondamentali per l’acquisizione di nuovi stimoli e favorire la multidisciplinarita’, altro tratto fondamentale della ricerca scientifica. Dal suo avvio nel 1998, Fwis ha premiato 82 laureate, ricercatrici emerite che hanno contribuito al progresso della scienza, due delle quali hanno ricevuto il Premio Nobel, e 1.987 fellows, giovani meritevoli scienziate che hanno ricevuto aiuto concreto per proseguire con la loro carriera, nel loro Paese o all’estero. Un totale di 2.000 scienziate di oltre 115 Paesi del mondo, che fa di questa iniziativa, un progetto sempre piu’ vasto e di respiro globale.
“Per le donne e la scienza”: 5 scienziate d’eccezione premiate da L’Oréal e Unesco


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