Salute: 200mila adolescenti al pc 8 ore ogni giorno, 1 su 2 ha la “sindrome di Hikikomori”

adolescenti pc computer 2Sono almeno 200 mila gli adolescenti italiani, fra i 13 e i 17 anni, stregati da pc, chat e videogame, tanto da passare circa 8 ore al giorno online o alla consolle della playstation. “Piccoli ‘eremiti informatici’, inconsapevoli del loro isolamento. La meta’ supera le dieci ore ed entra nella sindrome di Hikikomori, una devastante dipendenza che aliena il soggetto fino a renderlo indivisibile dal mondo virtuale. Tanto che in Giappone, dove per primo il fenomeno e’ stato descritto, ci sono casi di giovanissimi reclusi in casa, che si rifiutano persino da uscire da una determinata stanza per mesi o anni”. Lo spiega all’Adnkronos Salute il presidente dell’associazione Peter Pan, Mario Campanella, sulla base di di un’indagine condotta su un campione di 560 ragazzi. “Abbiamo attivato sin dal 2012 – dice Campanella – un sondaggio informatico, sia empirico che attraverso il metodo Cape, monitorando il tempo di permanenza al Pc e l’eventuale rischio di dipendenza. Sono stati presi come riferimento i comportamenti abituali dei ragazzi di Roma, Napoli, Milano, adolescenti pc computerPalermo, Catania e Torino, attraverso un questionario elaborato secondo le indicazioni di massima di Tamaki Saito, lo psichiatra nipponico che individuo’ questa patologia sociale in Giappone e dai cui studi e’ emersa una percentuale di giovani colpiti pressoche’ identica in tutto il mondo alfabetizzato”, spiega Campanella. “Le domande – prosegue l’esperto – erano tendenzialmente cinque: quante ore passi davanti al Pc? Quante ore davanti alla playstation? Quante ore esci durante la settimana? Qual e’ il tuo rendimento scolastico? Quali sensazioni provi se ti trovi lontano dal Pc? Il campione rappresentativo – spiega Campanella, autore insieme a Maria Rita Parsi di “Maladolescenza: quello che i figli non dicono” (Piemme Edizioni), in libreria da marzo – era diviso per sesso (50% maschi e 50% femmine), scolarizzazione (77% frequentanti scuole medie superiori, 16 % scuole medie inferiori e 7% ultraquattordicenni lavoratori)”. “I ragazzi lavoratori, che facevano un apprendistato, sono stati da subito esclusi – prosegue – mentre per il restante 93% abbiamo scoperto che a passare meno di 6 ore al giorno al Pc era solo il 46%: il 26% superava le 6 ore, l’11% le 8 ore e il 10% da 10 a 12 ore. Per quanto concerne la playstation – prosegue Campanella – il 38% degli intervistati la usava ogni giorno per almeno due ore, mentre il 14% superava le 4 ore quotidiane”. Maratone che, in genere, “iniziano al pomeriggio e continuano fino a tarda notte. Il risultato e’ che molti ragazzi a scuola si trovano a galleggiare intorno al 6, assonnati e demotivati, e prendono vita solo quando sono al Pc”. Un percorso che “inizia a 10 anni, con bambini che usano gia’ per ore i videogame, e a 11 anni diventano maghi della play”. A sorpresa non mancano le adolescenti. “Ci aspettavamo quasi tutti maschi, invece il rapporto e’ di 6 per ogni femmina”, dice Campanella, che descrive un’inesorabile caduta in questa spirale di vita virtuale di ragazzini “tanto ossessionati dalle esperienze virtuali, tra sfide, gare con estranei, chat, messaggi sui social newtork, da isolarsi rispetto ad amici e compagni di scuola, e poi via via dai familiari”. Nel libro “raccontiamo la storia di un papa’ coraggioso, che e’ riuscito ad ‘agganciare’ il figlio portandolo 15 giorni in montagna, senza Web, e convincendolo a seguire una terapia cognitivo comportamentale. A volte – conclude – questi ‘Hikikomori’ italiani escono da soli dal loro eremitaggio informatico, ma sono come ‘congelati’: non hanno vissuto interi anni di esperienze reali”.