Potrebbero esserci anche in Italia rarissimi casi di sindrome dei super ricordi, ovvero persone in grado di riportare alla memoria riferimenti autobiografici di ogni giorno della propria vita. Anche a distanza di decenni e con una grandissima precisione. “Calcolando l’incidenza bassissima sulla popolazione generale, nel vostro Paese potrebbero esserci circa 20 casi di ipertimesia, la sindrome dei super ricordi“, afferma James L. McGaugh, dell’University of California Irvine, esperto di fama mondiale nello studio dei processi cognitivi della memoria emozionale. Il primo scienziato a descrivere questo fenomeno, ospite ieri dell’Universita’ Sapienza di Roma per una ‘lectio magistralis’ al dipartimento di Fisiologia e farmacologia nell’ambito di una collaborazione scientifica con Patrizia Campolongo, giovane ricercatrice dell’ateneo. Oggi McGaugh, classe 1931, segue per i suoi studi diverse persone con questo tipo di incredibile ‘capacita”, ma il primo caso scoperto risale al 2006. Queste persone sono in grado di riportare alla memoria qualsiasi evento accaduto nella loro vita, indicando anche il giorno e persino l’ora in cui e’ si e’ verificato. Nel 2010 la partecipazione dello scienziato al famoso programma della televisione americana dedicato all’informazione, ’60 minutes’, gli ha fatto ricevere centinaia di mail e telefonate di persone che pensavano di avere questo tipo di sindrome. Dopo un’attenta scrematura ora McGaugh segue 55 ‘pazienti’ americani, ma anche canadesi e australiani. “Quello che dobbiamo ancora scoprire – afferma l’esperto all’Adnkronos Salute – e’ cosa succede nel nostro cervello quando consolidiamo la traccia amnestica. Molto e’ stato fatto negli anni, ma non sappiamo ancora come interagiscono le varie aree del cervello interessate, come si parlano e quali sono i neurotrasmettitori coinvolti. Queste sono le sfide che ci aspettano”. La sindrome colpisce pochi individui al mondo, ma puo’ avere effetti invalidanti ed e’ spesso associata a disturbi compulsivi. McGaugh conosce molto bene l’Italia, ha collaborato ed e’ stato molto vicino a Daniel Bovet, premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia nel 1957, quando lo scienziato ha lavorato nel nostro Paese negli anni ’60. Oggi il suo campo di studio sono proprio i processi di costruzione della memoria, e il legame tra ricordi ed emozioni. “La memoria e’ fondamentale anche nei processi evolutivi – spiega McGaugh – L’individuo ipertimesico riesce a ricordare anche eventi pubblici che hanno per lui un significato personale. In alcuni soggetti questo puo’ rapprensentare un ostacolo invalidante, per altri invece e’ uno stimolo e lo vivono in maniera piu’ coinvolgente”. Sono gli ormoni dello stress, l’epinefrina e il cortisolo, ma anche l’adrenalina che modulano lo stimolo emozionale di un ricordo e il conseguente consolidamento di questo nella memoria. “Anche se la natura della memoria rimane elusiva, sembra che questi ormoni, a turno, attivino una serie di zone cerebrali, come l’amigdala, che gioca un ruolo fondamentale sul modellamento della codificazione di un ricordo”, sottolinea Patrizia Campolongo. La sindrome e’ stata anche al centro del libro autobiografico ‘La donna che non puo’ dimenticare’ (editore Piemme) scritto da Jill Price, la prima paziente di McGaugh. Nel 2000 la donna contatto’ lo scienziato: “Mi raccontava di avere una memoria incontrollabile, un flusso impossibile da contenere. Poteva ricordare giornate della sua vita dal 1974 a oggi. Ho pensato che potesse essere un soggetto interessante. E’ cosi’ che abbiamo analizzato la sua memoria, con test neurologici, psicologici e con scansioni diagnostiche del cervello”. Jill Price non mentiva, e come lei anche gli altri casi che oggi McGaugh continua a seguire con passione ed entusiasmo.
Salute, in Italia almeno 20 casi della rarissima sindrome dei “super ricordi”


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