Salute: la Settimana Mondiale del Cervello dedicata ai disturbi della memoria

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ALZHEIMER CERVELLO - CopiaI disturbi della memoria nelle patologie neurologiche, come nell’Alzheimer e nel Parkinson. Questo e’ uno dei temi principali discussi in occasione della Settimana Mondiale del Cervello, la campagna di informazione promossa dalla Societa’ italiana di neurologia (Sin), che si celebra oggi fino a domenica. L’iniziativa e’ nata con l’obiettivo di diffondere la conoscenza del nostro organo piu’ complesso. “Aumentare la conoscenza sulle patologie neurologiche – ha affermato Aldo Quattrone, presidente della Sin – e’ l’imperativo della Settimana mondiale del Cervello che quest’anno ha come tema ‘Il cervello e la memoria’. Oggi, sappiamo che i disturbi della memoria rappresentano un sintomo sempre piu’ comune che colpisce circa il 7 per cento della popolazione in generale con piu’ di 65 anni fino a raggiungere il 30 per cento dei soggetti con eta’ superiore a 80 anni. Purtroppo pero’ i disturbi della memoria non sono caratteristici solo della malattia di Alzheimer ma possono essere presenti in molte malattie neurologiche e, pertanto, devono essere ricercati e correttamente diagnosticati”. In occasione di questa edizione, la Sin prevede, in tutta Italia, l’organizzazione di incontri divulgativi, convegno scientifici, attivita’ nelle scuole superiori e medie oltre a visite guidate dei reparti e dei laboratori ospedalieri. Per quest’anno la Sin ha pensato di avvalersi anche di uno strumento divulgativo, un video, che illustri in maniera divulgativa e comprensibile la neurologia, il cervello e le patologie piu’ diffuse. Tra i disturbi della memoria nelle patologie neurologiche affrontate dagli esperti ci sono quelli dell’Alzheimer e della demenza senile. Si tratta di patologie che comportano alterazioni progressive della memoria, del pensiero e delcomportamento e, inoltre, impediscono ai soggetti che ne sono affetti (solo in Italia 1 milione e 200mila) di svolgere le normali attivita’ quotidiane della vita. Ma si stima che la prevalenza delle forme possibili di demenza sia di circa 250 casi ogni 100.000 abitanti nella fascia di eta’ 30-65 anni. Anche a malattia di Alzheimer puo’ esordire sia in eta’ presenile che senile e i relativi fattori di rischio, che possono essere modificabili (obesita’, fumo e alcol) e immodificabili (forme ereditarie), agiscono spesso sinergicamente. Dato curioso l’importanza del regolare esercizio fisico, che se praticato fin dall’eta’ giovanile, agisce da fattore protettivo.